Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

LIBRO OTTAVO. ne piccoli non meno che il quarto, ſopra queſta ſponda ſi rizzeranno le|colon-
ne lequali con la lor’ baſa, & con il capitello ſaranno lunghe per la metà di tutta
la altezza di queſto ſerraglio; ſopra queſte colonne ſi porranno iloro addorna-
menti, & in oltre vna alia di muro tirata ſopra le colonne, come ti diſsi nelle ba
ſiliche, laquale alia di muro occuperà la ſeſta remanente parte di tutta l’altezza
del ſerraglio. Le colonne in queſta loggia ſaranno iſolate tratte dal diſegno di
quelle delle baſiliche, & ſaranno apunto tante, quante ſon’ quelle de portiei di
fuori lequali eſcono mezo fuori delle pilaſtrate, & ſi collocheranno rincontro a
punto ſu le linee di quelle che ſi poſſono chiamare razzi, concioſia che io chia-
mo razzi quelle linee diritte, che dal centro del Theatro vanno a trouare le co-
lonne di fuori. Ma nel muro della loggia di dentro che è ſotto le colonne, il qua-
le chiamano ſponda ſi aprirranno certi vani, corriſpondenti a punto a vani del-
le entrate di ſotto nel Teatro, con i lor’ piombi, & in coſi fatti luoghi ſi faranno
zane vguali & accommodate l’una a l’altra, nelle quali piacendoti collocherai
volti con la boccha allo ingiù vaſi di rame, accioche riuerberando in eſsi le voci
diuentino piu ſonore. Io non ſtarò quì ad andar’ dietro a quelle coſe di Vitru-
uio, lequali ſon’ coſe che ſi canano dalle diuiſioni, & da componimenti de Mu-
ſici, ſecondo le regole de quali, ei voleua che ne Theatri ſi collocaſsino i prefati
vaſi a proportione che corriſpondeſsino alle voci piu graui, alle mezane, & alle
piu acute; coſe forſe certo facili a dirle, ma in che modo ſi poteſſe fare vna
coſa ſimile lo sà chi ne hà fatta eſperienza. Ma non mi diſpiacerà gia, ſi come
ancor’ pare ad Ariſtotile il credere chei vaſi voti di che ſorte tu ti voglia, & i pozi
ancora giouano a riſonarui dentro le voci. Ma torniamo alla loggia di den-
tro del Theatro, queſta loggia harà il ſuo muro di dietro intero per tutto, il
quale fa attorno Serraglio, accioche le voci arriuando quiui non ſi perdino; nella corteccia di fuori di queſto muro del Teatro che riſguarda verſo coloro
che vi arriuano, ſi aggiugneranno gli addornamenti delle colonne, cha ſaran-
no tante, coſi alte, talmente à piombo, & con ſimili & sì fatte membra & parti,
che corriſpondino à colonnati, che elle hanno ſotto di loro nella facciata di-
nanzi deportici. # Per le coſe che noi habbiam’ dette ſi vede manifeſto in che
coſei Theatri grandi ſieno differenti da piccoli, percioche ne grandi il portico
di fuori da baſſo è doppio, & in queſti altri è ſcempio, in quelli ancora ſi pongo
no tre colonnati dallo lato di fuori l’uno ſopra l’altro, & in queſti non ſe ne po-
ne ſe non duoi. Sono ancora differenti in queſto, che in alcuni Theatri piccoli
non ſi fà la loggia di dentro, ma ſi mura ſolamente il ſerraglio con vna cortec-
cia di muro, meſſeui le ſue cornici, accioche egli in queſto luogo habbia for-
za quaſi di loggia à fermar’ le voci, ſi come ne Theatri grandi l’hà, & il muro,
& la loggia inſieme, ma in alcuni Theatri grandiſsimi queſta loggia di ſopra è
doppia. Vltimamente quei piani che reſtano in à pendio, di maniera che l’ac-
ſi fanno di ſmaltò, vi ſi fa vna ſcorza. & fannoſi à pendio, di maniera che l’ac-
que giu peri gradi poſsino ſcendere à baſſo, mai canali che riceuon’ le acque
che vi ſi adunano le conducono, & le mandono ne gli angoli delle mura per doe
cioni coperti in fogne coperte: Intorno alla piu alta cornice dal lato di fuo-
ri del Theatro, ſi accomodano menſoloni, i quali ſeruono à reggere arbori ſi-

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