Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

LIBRO OTTAVO teſte per lo lungho ſi chiamano cerchi, perche in queſti con le carrette di
duoi, & di quattro cauagli ſi và nel giucare accerchiando, & aggirando a tor-
no a i poſtiui termini & piramidi. & in queſti ancora ſi faceuano combatti-
menti & giuochi Nauali condottaui dentro la acqua, o di qualche riuo, o di
quella degli aquidotti ſecondo i luoghi. Sono alcuni che dicono che gli an-
tichi erano ſoliti di fare tai giuochi incirco inter enſes & flumina, cioè nel
cerchio infra le ſpade & l’acqua. & però eſſer’chiamati giuochi Circenſi, & che lo inuentore di queſto giuoco fu vn’ certo Monago in Elide di Aſia. ma
quello ſpatio che ſi richiudeua infra le frondi di duoi Teatri, che ſi atteſtaſsino
inſieme chiamauano cauea, lo edificio tutto in ſe chiamauano Amfiteatro. Biſogna che i luoghi per gli ſpettacoli principalmente ſi eleghino in boniſsi-
ma aria, accioche non ſieno oſſeſi da Venti nè da Soli nè da le altre coſe che
noi raccontammo nel primo libro; & il Teatro maſsimamente biſogna che
ſia difeſo dal Sole, & coperto dal tutto, concioſia che il popolo cerca le dilica-
tezze de Poeti, & le leggieri & ombratili delitie de gli animi, nel Meſe di Ago
ſto. & ſe nel circuito della muraglia riuerberaſsino in cerchio i raggi del So-
le, il calore cocerebbe i corpi, & riſcaldatiſi gli humori, cadrebbono facilmen-
tein inſirmitati, & malattie. biſogna ancora che il luogo ſia ſonoro, & non ro-
co. & è conueniente che viſieno loggie o congiunte con lo ediſitio o quiui vi-
cine doue il popolo poſſa in vn’ſubito ricorrere a fuggire le furioſe pioggie
& le tempeſte. # A Platone piaceua che i Teatri ſi faceſsino nella Citta. Le
parti del Teatro ſon’queſte, la Piazza eſpedita nel mezo allo ſcoperto, & in-
torno a queſta piazza i gradi daſedere, & a rincontro delle Teſte di detti gra-
di il Palco rileuato, ſul quale ſi hanno ad accomodare le coſe appartenenti al-
la ſauola da recitarſi; & nella piu alta parte ſopra i gradi, loggie, & volte che
riceuino le voci de recitanti, & le faccino diuentare piu ſonore. Mai Teatri
de Greci ſono differenti da quei de Romani in queſto, chei Greci produce-
uano i chori, & gli hiſtrioni ſcenici ſu la Piazza & però haueuano biſogno di
minor’ palco, mai Romani recitauano tutta la fauola con tutti gli hiſtrioni
ſul palco, & per ciò vollono i palchi maggiori. Ma furono in queſto tutti d’ac-
cordo, che da principio nel diſegnare vnaſimil pianta ſi ſeruirono di vn me-
zo cerchio. & diſtenderono dipoi le corna del mezo cerchio; ma alcuni con
linee diritte, & alcuni con linee torte. Quelli che ſi ſeruiuano delle linee di-
ritte le tirauano inſra loro equidiſtanti inſino a tanto che aggiugneſsino alla
quarta parte del Diametro del mezo cerchio; Ma quelli che ſi ſeruiuano del-
le linee torte diſegnauano vn’cerchio tondo, & ne leuauano dipoi il quarto de
la ſua circunferentia, & quei che rimaneua, reſtaua per il Teatro. Diſegnati & collocati i termini della pianta ſi daua ordine a gradi per ſedere, & la prima
coſa deliberauano della altezza di eſsi gradi, & dalla altezza loro andauano
eſaminando quanto ſpatio e’ fuſsino per occupare da baſſo. La maggior’ parte
faceuano i Teatri alti per quanto era la piazza di mezo, perche e’ſapeuan’cer-
to che ne Teatri piu baſsi le voci ſi perdeuano & non ſi ſentiuano, ma ne piu
alti ſi ingagliardiuano & ſi ſentiuano piu forte. ma infra gli eccellenti furon
quelli ne quali furono alzate le mura per i quattro quinti della larghezza del-
la piazza. Di coſi fatto lauoro non occuparon’mai i gradi manco che la me-

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