Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

118. Dello adornare gli ſpettacoli, i Teatri, i loghi da correre, & quanta ſia la utilitd
loro Cap. VII.

VEngo hora a trattare de gli Spettacoli. Diceſi che Epimenide quello che
dormì in quella cauerna cinquantaſette anni nel murare che faceuano
gli Athenieſi vno Spettacolo, diceua villania a quei Cittadini, dicendo
voi non ſapete ancora di quante morti ſia per eſſer’queſto luogo cagione? che
ſe voi lo ſapeſſe, lo sbranereſte con i denti. & io non ardiſco di biaſmare i no-
ſtri Ponteſici, & quegli che hanno a dare eſempio ad altri, che con buono cõſi
glio habbino leuato via la vſanza de gli Spettacoli. Lodono Moiſe che vole-
ualche tutti i ſuoi popoliſiragunaſsino in vn’Tempio ſolo, ne dì Solemni; & che in certi determinati tempi mangiaſsino tutti inſieme. # A che dirò io che
coſtui haueſſe riguardo ? volle veramente che gli animi de ſuoi Cittadini
nel ragunarſi inſienie, & mangiare inſieme diuentasſino piu benigni, & piu
s’interzaſsino di amicitia l’un’ con l’altro, I noſtri antichi credo io, che con
queſta medeſima intentione ordinaſsino nella Città gli Spettacoli, non tanto
per conto de piaceri, & del feſteggiare, quanto ancora per conto della vtilità. & certamente ſe noi andren’bene eſaminando la coſa, ci ſouerrãno molte co-
ſe, perle quali ci dorremo aſſai, & aſſai, che vna vſanza tanto eccellente, & tan-
to vtile ſi ſia gia è tanto tempo diſmeſſa. Concioſia che eſſendo ſtati trouati
gli Spettacoli alcuni per ſeruire a piaceri nel tempo della pace & del ripoſo,
& alcuni per poterſi eſercitare nelle coſe da guerra, & nelle faccende, l’uno
de quali ſerue ad eccitare & a nutrire la ſottigliezza, & la bontà dello’ngegno,
& della mente; & l’altro accreſce marauiglioſamente la gagliardia & la con
ſtantia dello animo, & fa le forze robuſte; hanno nondimeno l’uno, & l’altro
vn’modo fermo, & certo per il quale giouano marauiglioſamente alla ſalute
& allo ornamento della patria. Gli Arcadii ſi dice che furono, i primi che tro-
uaſſero i giuochi, & lo feciono per mitigare, & addomeſticare gli animi de lo-
ro Cittadini, che erano di vita auſtera & ſeuera, & quegli che tralaſciarono
di poi tale vſanza, ſecondo che ſcriue Polibio, diuentarono di animi ſi crudi,
che pertutta Grecia erano tenuti abbomineuoli. Ma inuero la memoria de
giuochi è molto anticha, & varii ſi crede che ſieno gli inuentori di eſsi. # Per-
cioche e’dicono che Dioniſio fu il primo inuentore de balli, & de giuochi. Trouo ancora, che Hercole fu il primo che ordinaſſe il giuoco della ſcher-
ma. Dicono oltra di queſto che gli Etolij, & gli Epei poi che furono tornati
dallo eccidio di Troia, trouarono la inuentione del luogo per i giuochi Olim
pici, Dicono ancora che appreſſo de Greci, Dioniſio Lemneo, il quale fu il
primo che trouò i cori delle Tragedie, fù anco il primo che muraſſe in luogo
per gli Spettacoli. In Italia dicono che Lucio Mummio fu il primo che nel
trionfo introduſſe i giuochi Teatrali dugento anni inanzi, che Nerone impe-
raſſe: & gli Iſtrioni vennono in Roma di Toſcana. I giuochi de caualli ſuron’
trouati da Tyrij, & quaſi tutta la varietà de giuochi che ci ſono rimaſti ſuron’
condotti & traſportati della Aſia, in Italia. Io credo che in quella prima anti-
chità delle genti, quando e’cominciarono a ſcolpire Iano in bronzo facilmen-
te ſi ſteſſe avedere i giuochi ſotto vn’faggio, o ſotto vn’olmo, Dice Ouidio.

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