Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

116. Delle Torri, & loro addornamenti. Cap. V.

DIcono che il principale ornamento delle Torri, è che elle ſieno poſte in
luoghi conuenienti, & fatte con boniſsimo diſegno. & quando elle ſaran
no aſſai inſieme preſteranno di loro marauiglioſa veduta: non dimeno
io non lodo quella et, che fù dugento anni ſono, la quale par’ che haueſle vna
certa maladittione commune nel murare delle Torri, ſino ne Caſtellucci, talche
e non pareua, che a neſſun’ padre di ſamiglia fuſſe lecito il nõ hauer la ſua Torre,
onde quaſi per tutto ſi vedeuano Selue di Torri. Alcuni ſono che penſano che
gli animi degli huomini ſi vadino variando, ſecondo gli influſsi de cieli; trecento
o quattrocento anni ſono fù tanto grande il feruore della Religione, che e’pare-
ua che gl’huomini non fuſsino nati per altro, che per edificare chieſe, & Tempii: Non dico altro, In Roma hoggidi ſe bene la metà de gli Edifitii ſacri ſon rouina-
ti, io non dimeno vi hò viſto meglio, che duomilia cinquecento Chieſe. Ma che
coſa è queſta: che noi veggiamo, tutta la Italia andarſi a ghara rinnouando: Quan
te Citta vedeuamo noi mentre erauamo fanciulli fatte tutte di Aſſe, lequali hora
fono ſtate fatte di marmo? Torniamo alle Torri? Io non voglio qui raccontare
quel’ che ſi legge appreſſo di Erodoto che nel mezo del Tempio di Babilonia vi
era vna Torre, la baſa dellaquale per ogni verſo era vno intero ſtadio, cio è vno
ottauo di miglio, & era di otto impalcature poſte l’ una ſopra l’altra, ilqual’ la-
noro certo io loderò molto nelle Torri, perche le impalcature in queſti luo-
ghi eſſendo sfogate, & alte haranno del gratioſo, & dello ſtabile, pur che gli inca-
tenamenti ſi aſſettino nelle volte di maniera, che e’ tenghino le mura inſieme ec
cellentemente. La Torre ſarà o quadra, o tonda, in qual’ ſi ſia di queſta è di
neceſsità che la altezza conriſponda a certa determinata’ parte della larghez-
za. La quadra hauendo a eſſere ſottile ſia largha per il ſeſto della ſua lunghezza: la tonda ſarà alta quattro de ſuoi diametri, quella che ſi harà a fare groſsiſsima, ſe
ella ſarà quadra non ſi fara piu larga, che per il quarto della ſua lunghezza, & ſe tonda ſaràlungha per tre diametri; alla groſſezza delle mura ſe ella ſarà alta
quaranta cubiti, non aſſegnerai mai manco che quattro piedi; ma ſe ella ha-
rà da eſſere cinquanta cubiti farala di cinque piedi, & a quella di ſeſſanta cubiti
farala groſſa, ſei piedi. & coſi andrai di mano in mano ſequendo con queſto or-
dine, ma queſte coſe ſi aſpettano alle torri pure, & ſemplici. Ma e’ ci ſono ſtati al
cuni, che hanno aggiunto da lato diſuori a meza l’altezza della Torre vna loggia
con le colonne ſtaccate & ci ſono ſtati di quelli, che hanno fatta queſta loggia
a chiocciola a torno a torno, & alcuni che le cinſono di loggie, pari a torno a
guiſa di corone & alcuni che le empierono tutte di eſſigie di animali. Il mo-
do di fare queſti colonnati non ſarà differente da gli altri delle opere publiche,
ma ſaracci lecito pendere con ogni coſa nel ſottile, riſpetto al peſo della mura-
glia. Ma chi vorrà fare vna torre ſicuriſsima contro alle ingiurie de Tempi & piaceuole anco a riguardarla, metterà ſopra il primo piano quadrato vn’altro
piano tondo, & ſopra queſto tondo vn’altro quadrato, & fara di mano in ma-
no il lauoro piu ſottile, ſecondo l’ordine che ſi oſſerua nelle colonne. Deſcri-
uerronne vna quale io penſo che ſarebbe conuenientiſsima. Inanzi tratto dalla

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