Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

DELLA ARCHITETTVRA tuna ſi habbia ad hauere in la Regione. Le quali arti, pur che elleno cõuenghi
no con la religione, io certo non diſpregio. Chi negherà, che quello che co-
ſtoro chiamano Fortuna, ſia pur quel che ella ſi voglia, non poſſa molto ſopra le
coſe de gli huomini? Nõ affermaren noi, che la publica fortuna di Roma poſſet
te affai ad accreſcere lo Imperio. La città di Iolao in Sardigna, fatta da il nipo-
te di Ercole, ſe ben fu, & da’ Cartagineſi, & da i Romani, aſſai uolte affaltata cõ le
armi, Diodoro niente di meno ſcriue, che ella ſempre ſtette in libertà. Hor
credian noi, che il tempio appreſſo di Delfo, già prima da Flegias abruciato, di-
poi al tempo di Silla ardeſſe la terza uolta, ſenza particulare diſgratia di quello
ſteſſo luogo. Che direm’noi del Campidoglio? quante volte è abruciato, & ha
inalzate le fiamme. La città de Sibariti, eſſendo piu & piu uolte tormentata,
& dipoi abbandonata, & finalmente ſpenta in tutto, vltimamẽte rimaſe diſerta: & à coloro che quindi ſi fuggiuono, correuono pur dietro le difauẽture, ne per
andarſene à ſtare altroue, & laſciare lo anticho nome della città loro, poſſetton
mai difenderſi dalle calamitadi, & dalle miſerie: percioche ſopragiunti loro
adoſſo nuoui habitatori, tutte le piu antiche, & principali famiglie loro con fer
ro, & morte, inſieme con gli edificii ſacri, & con la città furono ſpenti, inſino da
fondamenti. Ma laſciamo hora mai ſtar queſte coſe, delle quali ſon piene le hi
ſtorie. Queſta appreſſo di noi ſia la ſoſtanza, che egli è coſa da huomo pruden-
tiſsimo, il cercare di metterſi à fare tutte quelle coſe mediante le quali la cura,
& la ſpeſa dello edificare, non habbia à farſi indarno: & che eſſa opera debba
eſſere eterna, & ſana. Et certamente, il nõ laſciar coſa alcuna indietro nel met-
tere ad effetto tãto gran coſa, è officio di huomo conſideratiſsimo. O non è el
la coſa di grande importanza à te & à tuoi, metterſi à una impreſa, che habbi à
giouare, che conferiſca alla ſalute, & che conuenga à uiuere con dignità, & dilet
tatione, & che ſerua al laſciar di ſe nome, & fama? Quiui harai tu da attendere
ad ottimi ſtudij, quiui ti ſaranno cari i dolci figliuoli & la famiglia, quiui harai i
giorni da trauagliare & da quiete, quiui ſi conſumerãno tutti i diſcorſi de gli an
ni tuoi, talmente che io non penſo, che e’ ſi poſsi trouar coſa alcuna in tutta la ui
ta appreſſo la humana generatione, (eccetto che la uirtu) alla quale ſi debba piu
attendere con ogni cura, opera, & diligentia, che à cercare di potere con la tua
famiglia habitare bene, & comodamente. Et chi èquello che affermi di poter
bene habitare, ſprezzate queſte coſe, che noi habbiamo dette? ma ſia di loro
detto à baſtanza. Reſtaci à trattare del ſito.

9.1.

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10. Del ſito, & delle ſorti delle linee. Cap. VII.

NEllo ſtabilire il ſito, ſi debbe oſſeruare, tutto quello che noi habbiamo
detto della regione: percioche ſi come la regione è una terminata, & ſcelta parte di prouincia, coſi il ſito è un certo terminato, deſtinato ſpa-
tio della regione: ilquale ſi occupa nel porre lo edificio, & per queſta cagione
tutte quelle coſe, che poſſono ò giouare ò nuocere alla regione, coſi ancora poſ-
ſono fare il ſimile al ſito. Ma ancora che queſto ſia, coſi queſta diſcuſsione, & queſta cõſideratione ha certi ṕcetti, i quali ſoli pare che ſi aſpettino propriamẽ-

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