Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

DELLA ARCHITETTVRA ſaluo che con le orationi, & per potere ſacrificare a Saturno, & a Serapi con le pe
core, collocarono ilor Tempij fuori de la Cittade. Ma i noſtri cominciarono
a poco a poco a ſeruirſi de le Baſiliche, per ſacrificare, & feciono queſto sì perche
e’ſi erano auuezzi da principio a ragunarſi, & a ritrouarſi inſieme ne le Baſili-
che de Priuati, sì ancora perche in quelle ſi collocano gli altari ſuſo alto in cam-
bio del Tribunale con gran maieſtà, & attorno a gli Altari ancora s’accommoda
eccellentemẽte il Coro. Il reſtante de la Baſilica come ſono le Naui, & il portico
parte ſtauano apparecchiate a ſeruire a chi paſſeggiaua, & parte a chi ſtaua atten-
to a ſacrificij. Aggiungeuaciſi che la uoce del Pontefice mentre ch’egli parlaua
ſi comprendeua meglio in una Baſilica cõi palchi di legname, che non faceua ne
Tempij in uolta: Ma di queſte coſe tratteremo altroue, faccia hora a noſtro pro-
poſito ch’e’ dicono che a Venere, a Diana, a le Muſe, a le Nimphe, & a le Dee più
dilicate ſi debbono dedicare Tempij, che con lo eſſer loro uadino imitando
quella Virginale ſchiettezza, & quel fiore de la loro età giouenile: Ma ad Ercole,
a Marte, & a gli altri Dij maggiori, ſi hanno a dedicare Tempij di ſorte che ſi hab
bino ad arrecare indietro per la grauità loro Autorità, più toſto che gratia per la
loro bellezza. Vltimamente quel luogo doue tu harai a collocare un Tempio,
biſogna che ſia luogo celebrato, Illuſtre(& come ſi dice) ſuperbo, & eſpedito da
ogni contagione di ſecolari, perciò habbia dinanzi una ſpatioſa, e degna piazza,
& ſia accerchiato di ſtrade larghiſsime, o più preſto di piazze grandiſsime, tal-
mente che da ogni banda ſia bello a uedere.

96.1.

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97. De le parti, forme, & figure de Tempij, & de le Cappelle, & doue ſi debbino
collocare. Cap. IIII.

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LE parti del tempio ſono due, il portico, & la parte di dentro, ma ſono
in queſte molto differenti. Percioche i tempij alcuni ſono tondi, alcuni
quadrati, & alcuni finalmente di piu facce. Vedeſi manifeſto che la Natu
ra ſi diletta de le coſe tonde, concioſia che le coſe che ſi conducono, ſi generano
o ſi fanno mediante la Natura ſon tonde. Ma che biſogna che io racconti le
ſtelle, gli alberi, gli animali, & i nidi loro, & ſimili altre coſe di queſto mondo,
da che ella uolſe che tutte fuſsino tonde? Veggiamo ancora che la Natura ſi
è dilettata de le coſe che hanno ſei facce. Percioche le Pecchie, i Calabroni,
& ogni altra ſpetie di Veſpe che tu ti uoglia, non hanno imparato a fare quel-
le loro ſtanzette ne loro teatri, mai d’altro che di ſei facce. Termineremo
con un cerchio uno ſito tondo d’un tempio. Ne tempij quadri uſarono
gli Antichi che la pianta fuſſe una meza uolta piu lunga che larga. Altri l’u-
ſarono il terzo piu lunga che larga. Et altri uolſono che la fuſſe lunga due
larghezze, ma in queſte piante quadrate ſarà grandiſsimo difetto di bruttez-
za ſe le cantonate non ſaranno tutte in ſquadra. Gli antichi nel farli di piu
facce, gli faceuano, o di ſei, o di otto, o ueramente di dieci facce. Di tut-
te queſte coſi fatte piante è di neceſsità, che i loro angoli ſi terminino den-
tro ad un cerchio, & da quello, è forza ſi tirino diritti; percioche il mezo

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