Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

DELLA ARCHITETTVRA che ſeil ferro n’uſcirà aſciutto, è ſegno che ella non ha hauuta tanta acqua, che
ſia ſtata a baſtanza aſpegnerli la ſete, quando tu la rimenerai con la rena, o cõ
alcuna coſa peſta, rimenala dinuouo, & da capo digran uantaggio, & rimenala
tanto che quaſi faccia la ſtiuma. Gli antichi uſauano peſtare nel mortaio quel
la, che e’ uoleuano adoperare pcr gli intonachi, & temperauano queſta miſtura
in maniera, che mentre la dauano non ſi attaccaſſe al ferro. Sopra la già poſta
corteccia, mentre che ella è coſi ſoppaſſa & freſca ſi metta l’altra, & auuertiſcaſi
che in un medeſimo inſtante uenghino a raſciugarſi inſieme tutte queſte cor-
teccie, puliſconſi & ſerronſi inſieme con appianatoie, con pialletti & con coſe
ſimili, mentre che le ſono ſoppaſſe. L’ultima pelle di bianco ſtietto ſe ella ſa-
rà ſtropicciata diligentemente rilucerà come uno ſp ecchio. Et ſe la medeſima
poi che ſarà quaſi aſciutta, tu la ugnerai con un poco di cera & maſtico liquefat-
ti con un poco poco d’oglio, & coſi ſe le mura coſi unteſcalderai con uno ſcal-
daletto di carboni acceſi, o con un caldano, di modo che ella ſi ſucci quello un-
tume uincerà di bianchezza il Marmo. Io ho fatto eſperienza che ſimili into. nichi non ſcoppiano mai, ſe nel farli ſubito che ſi ueggono apparire que’ feſſo-
linie’ ſaranno maneggiati con certi faſcetti di uergette di Maluauiſchio, o di gi-
neſtra ſaluatica. Ma ſe a un biſogno tu harai a intonicare nel Sollione, o in luo
ghi caldiſsimi, peſta & taglia minutamente funi uecchie, & meſcolale con lo In-
triſo. Oltra di queſto ſi pulirà dilicatiſsimamente ſe tu ui gitterai ſopra un po
co di ſapon bianco, disfatto con alquanto d’acqua tiepida, & eſſendo troppo un-
to diuenta pallido. Le figurette di ſtucco eſpeditiſsimamente ſi caueranno da
caui, & i caui ſi formeranno da rilieui gittandoui ſopra geſſo liquido, & quando
elle ſaranno raſciute, ſe le ſaranno vnte con quello untume cheio ho detto, fa-
ranno una pelle come un marmo. Queſte figurette ſono di due ſorti, una di
tutto rilieuo, & l’altra di baſſo rilieuo, in un muro diritto ſtanno bene quelle di
tutto rilieuo, main un cielo d’una uolta ſtanno meglio i baſsi rilieui, perche
quelle digran rilieuo per il peſo loro hauendo a ſtare ſpenzoloni, ſi ſtaccano & caſcano facilmente, & ſono pericoloſe di dare in teſta a chi ui ſi truoua ſotto. Bene auuertiſcono che doue hà da eſſere aſſai poluere non ui ſi metta adorna-
menti di cauo, o di molto rilieuo, ma baſsi & di poco rilieuo, accio ſi nettino piu
facilmente. Gli Intonachi dipinti altri ſi fanno in freſco, & altri ſi lauorano
aſciutti, a quelli, che ſi fanno in freſco ſi confa ogni colore naturale, che proce-
de da la Terra, da le miniere o ſimili, mai colori alterati & maſsimo tutti quelli,
che meſsi a fuoco fanno mutatione, deſiderano coſe aſciutiſsime, & hanno in
odio la calcina, la Luna, & i Venti Auſtrali, hãno trouato nuouamente che tutti
icolori ſi meſcolano con olio di lino, & durano eterni, contro le offeſe dell’ A-
ria, & del Cielo, purche il muro, doue ſi mettono ſia aſciuttiſsimo, ſenza pun-
to di humidità, ancora che io trouo che ipittori antichi uſarono nel dipignere
le Poppe de le Naui in cambio di colla, cera liquida. Etſeio mi ricordo bene
io ho uiſto nele opere de li Antichi colori di Gemme appicatinele mura con
cera o forſe con ſtucco bianco, diuentati per il tempo tanto duri, che nè con fuo
co, nè con acqua ſe ne poſſouo ſpiccare. Dirai che ſia Vetro abbrucciato, & ho ueduto che alcuni con il candido ſiore de la calcina, hãno attacati colori a le

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