Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

86. De la Vite, & de ſuoi Pani, in che modo ipeſi ſitirino, ſiportino, & ſi
ſpinghino. Cap. VIII.

NOi habbiamo trattato de la Ruota, dele Taglie, & dele Manouelle, da
quì innanzi uoglio che tu ſappia che la Vite è fatta quaſi di cerchi come
anelli, i quali ueramente ſon q̃lli, che pigliono ſopra di loro a reggere il
peſo, ſe queſti pani, o Anegli fuſsino intieri, & non tagliati, in modo chela fine
de l’uno nõ fuſſe il principio delo altro, certamẽte che il peſo, che reggerebbo-
no ſe bene e’ ſi moueſſenõ anderebbe mai nè in ſu, nè in giu, ma andrebbe ator-
no ugualmẽte ſecõdo lo andare del pane, è forzato adunque il peſo ad andarin
ſu, o in giu-da la forza dele Manouelle giu peri pani de le Viti. Di nuouo ſe
queſti pani fuſsino piccoli, & ſi auuicinaſsino al centro quanto piu poteſsino cer
to che con piu piccola manouella, & con minori forze mouereſti i peſi. # Non
tacerò quì di dire quel che certo non penſai d’hauer a raccontare, cioè che ſe tu
ti ordinerai di maniera che il fondo di qual ſiuoglia peſo da muouerſi, non ſia
(per quanto però potrà la mano, o l’arte del maeſtro) piu largo che un punto,
& che ſi muoua talmente ſu per un piano ſtabile & ſodo, che nel muouerſi non
faccia ſolco alcuno in detto piano, io ti prometto che tu mouerai la Naue d’Ar-
chimede, & ti riuſcirà qual tu ti uoglia coſa, ſimile a queſta, Ma di loro ne tratte-
remo altroue. # Qual s’è l’una di perſe di queſte coſe, chenoi habbian dette è
molto gagliarda a mouer peſi, ma ſe elle s’accozzeranno tutte inſieme, ſaranno
gagliardiſsime. # Ne la Magna trouerai tu in molti luoghi la giouentù ſcherza-
re ſu per il diaccio con certi zoccoli ferati, che di ſotto ſono ſottiliſsimi, i quali
poi che ſi muouono non altrimenti che un leggiere peſce, sdrucciolano ſo-
pra il diaccio con tanta uelocità, che non ſopportano d’eſſer ſuperati dal uolo
di qual ſi uoglia ueloce uccello. # Maconcioſia che i peſi o e’ſi tirino, o e’ ſi
ſpinghino, o e’ ſi portino, diremo, che e’ ſi tirano conle funi, ſi ſpingono
con le ſtanghe, & ſi portano con le ruote, & con ſimili inſtrumenti, & in qual mo
do ci poſsiamo ſeruire a un tratto di tutte queſte coſe inſieme, è manifeſto. Main tutti queſti ſi fatti modi, biſogna che ci ſia una qualche coſa’, che ſtando
ferma, & immobile, ſerua a far muouere l’altre coſe. # Se il peſo ſi harà a tirare
biſogna che ui ſia un’altro peſo maggiore, alquale ſi leghino gli inſtrumenti, che
tu harai ad adoperare, & ſe tu non harai@tal peſo, metterai un palo di ferro di tre
cubiti gagliardo, ben adentro nel terreno ben pillato, o fermatolo con tron
coni attrauerſati. # Dipoilega a la teſta del palo, che eſce fuori del terreno le
Taglie, & gli Argani. Etſe il terreno ſaràrenoſo diſtendauiſi traui lunghe ſopra
dele quali ſi riri il peſo, e a le teſte de le traui ad un buon chiodo leghinſi i uoſtri
inſtrumenti. # Io dirò coſa che gli ineſperti non l’acconſentiranno, fino a tanto
che’non habbino inteſo il caſo come egli ſtà, cioè, che per un piano ſi tirano piu
commodamente duoi peſi che uno, & queſto ſi farà in queſto modo. # Moſ-
ſo il primo peſo inſino a la fine de la trauata che egli harà ſotto, lo fermerò
con biette, & conij, in maniera che non ſi muoua diniente, & ui appiccherò, o
legherò lo inſtrumento con il quale harò a tirar l’altro peſo, di maniera che ſu
per un medeſimo piano auerrà che il peſo mobile, da lo altro a lui uguale, ma

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