Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

LIBRO SESTO. to tanto tumultuariamẽte che ui meſlono ſino a le ſtatue leuate da Sepolcri, fuſ-
ſe per tal caſo bello? cioè per eſſer pieno di ſtrage di ſtatue? Coſi per il cõtrario
ne diletta di riguardare le alzate mura de gli antichi edificij contadineſchi, fatte
di pietre incerte di minute, & di ragunaticci douegli ordini ſtãno conguagliati,
& dipinti a uicenda di colori bianchi, & neri, di maniera che e’ pare cheſecõdo
la piaceuolezza del’opera, e’non ui ſi poſſa deſiderare piu altro. Ma queſto sì
appartiene forſe piu a quella parte de le mura, che ſi dice lo Intonicare, che a lo
alzare la uera ſaldezza de le Mura. Finalmente tutte queſte coſe, che ſono aſſai
ſi debbono diſtribuir di maniera, che e’ non uiſia cominciata coſa alcuna, ſe nõ
quelle, che furono da prima deſtinate da la arte, & dal conſiglio, non ui ſia accre-
ſciuto coſa alcuna oltre a quelle, che ricerca la ragione de le coſe principiã [?] te, nõ
ui ſia laſciata coſa alcuna per ſinita che non ſia con grandiſsima cura, & diligen-
tia ſinita, & perſetta. Ma il principale ornamento de le Mura, e de le coperture,
& maſsimo de le Volte è eſſo intonico. (Io ne eccettuo ſemprei Collonnati)
Et può certamente queſto Intonico eſſer di piu ſorti, o e’ ſarà bianco ſtietto, o e’
ſarà pieno di ſtatue, & di Stucchi, ò di pitture, o di intauolati, o di coſe commeſ-
ſe a piano, o di Muſaico, o d’un meſcuglio di tutte queſte coſe.

83.1.

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84. Con che modi le Macchine, & i peſi de grandiſsimi ſaſſi ſi muouino da luogo a luogo, o ſi ſol-
lieuino in alto. Cap. VI.

DI queſti habbiamo a trattare, quali e’ ſieno, & come ſatti, ma da che noi
habbiamo detto del muouere le pietre grandiſsime, queſto luogo ne au-
uertiſce, che noi raccontiamo prima in che modo tãto gran macchine ſi
muouino, & in che modo, elle ſi ponghino in luoghi diſſiciliſsimi. Scriue Plutar-
co che Archimede in Siracuſa tiraua per mezzo la piazza una Naue da carico
carica con la mano, quaſi come un Cauallo per la briglia, ingegno Matema-
tico, Ma noi andremo ſolamente dietro a quelle coſe, che ſi accommodino a
biſogni. Dipoi ne dichiareremo alcune altre, ondei Dotti, & acuti ingegni
potranno da per loro ſenza oſcurità conoſcere queſta tal coſa. Io truouo che
Plinio dice che la Aguglia condotta a Tebe da Fenice, fu condotta per una
ſoſſa tirata dal Nilo, meſſa detta Aguglia ſopra Nauilij carichi di Zauorra,
accioche ſcaricata dipoi detta Zauorra, portaſſe uia il ſolleuato peſo. Truo-
uo in Ammiano Marcellino una Aguglia eſſere ſtata condotta per il Nilo con
una Naue di trecento remi, & poſta ſopra curri preſſo a Roma a tre miglia, eſ-
ſere ſtata tirata in Circo Maſsimo per la porta che ua ad Hoſtia, & che nel riz-
zarla durarono fatica, parecchi migliaia di huomini, eſſendo tutto il Circo ri-
pieno di inſtrumenti di grandiſsime Traui, & di canapi groſsiſsimi. Leggia-
mo in Vitruuio che Cteſifone, & Metagene ſuo figliuolo conduſſono in Efeſo
colonne, & architraui preſo il modo dal Cilindro, con il quale gli Antichi in-
ſegnauano pareggiare il terreno, concioſia che egli impiombò in ciaſcuna de
le teſte de le Pietre uno perno di ferro, che uſciua fuori, & ſeruiua per fuſo, & meſſe ne detti perni di quà, & di là alcune ruote tanto grandi, & tanto larghe,
che dette pietre ſtauano ſolleuate ſopra di eſsi perni. Dipoi col girare de le

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