Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

DELLA ARCHITETTVRA coſe così fatte, ſieno nell'un modo, & nell'altro, mi pẽſo io che accaggia da mol
te altre cagioni, ma piu che da alcun'altra da' Soli, & da' Venti. Nè qui ſtare-
mo a raccontare quelle coſe naturali, cioè in che modo i Vapori per la forza
del Sole ſi lieuino dalle piu intime, & ſecrete parti della Terra, & s'inalzino al
Cielo. Doue ragunati in gran moltitudine nello ampiſsimo ſpatio dell' Aria: ò vero per la loro grandiſsima mole, ò pure, che riceuendo i raggi del Sole da
quella parte, che rarefatti ſi ſono, caſchino: & con il cader loro ſpinghino l' Aria,
& eccitino i venti, & dipoi gittandoſi da per loro nello Oceano cacciati dalla
ſete ſi tuſſino; bagnati finalmente nel Mare, & pregni di humore, aggirandoſi
nuouamente per l' Aria, ſtretti da' venti, & quaſi come ſpugne premute diſtilli-
no, & piouino a gocciola a gocciola lo humore, onde ſieno cagione, che ſi crei
no nuoui vapori. O ſiano queſte coſe, che noi habbiamo dette vere, ò ch'egliè
pur vento, & vna ſecca fumoſità della terra, ò vna calda euaporatione moſſa da
freddo, che la ſpinga, o vero fiato di Aria, o vero pura Aria, moſſa dal moto del
mondo, ò da il corſo, & raggiare delle Stelle, ò vero lo ſpirito (che genera le
coſe) mobile per ſua natura, ò ſia pur altra coſa, che non in ſe ſteſſa: ma nell' A
ria piu preſto cõſiſta, guidata dalla calda poſſanza della piu alta parte dell' Aria,
ò dalla infiãmatione fatta nell' Aria mobile, ò ſe alcuna altra ragione, & opinio-
ne di altri nella diſcuſsione da farſi è piu vera, ò piu antica: io giudico, che ſia
da laſciarla in dietro, come che nõ faccia a propoſito. Da queſto veramente ſe
io non m'inganno, ſi potrà [?] i [?] nterpretare, onde venga, che noi ueggiamo alcuni
Paeſi del Mondo eſſere sì fatti, che ſi rallegrano dell' Aria lietiſsima, mentre gli
altri à loro uicini, & quaſi poſti nel medeſimo ſeno, per l'aria piu triſta, & per il
giorno quaſi meſto diuẽtano ſchiſi & lordi. Queſto credo io che accaggia nõ
per alcum'altra cagione piu che per non hauere conuenienza cõ i uenti, & con
il Sole. Cicerone uſaua di dire che Siracuſa era talmente poſta, che gli habitato
ri di quella in ciaſcun dì dell'anno uedeuano il Sole; coſa inuero rara, ma da eſſe
re deſiderata, & da bramarſi (certo) ſopra tutte l'altre coſe, doue la neceſsità, o la
oportunità non te la uieti. Debbeſi adunque eleggere ditutte le Regioni
quella, dalla quale la forza delle Nebbie, & la groſſezza di ogni piu ſpeſſo, o
groſſo uapore, ſtia lontana. Hanno trouato coloro che attendono à queſte
coſe, che i raggi & gli ardori del Sole, fanno maggior' impeto ſopra le coſe piu
ſerrate, & denſe, che ſopra le rade, ſopra l'Olio piu che ſopra l' Acqua, ſopra il
ferro, piu che ſopra la lana. La onde e' dicono l'aria eſſer piu graue, & piu groſ
ſa in quei luoghi, doue ella maggiormente ſi riſcalda. Gli Egizzij contendendo
della Nobiltà con l'altre genti del Mondo ſi gloriauano di eſſere ſtati i primi
huomini che fuſſero ſtati creatinel Mondo, & che non era ſtato biſogno di pro
creare gli huomini in altro luogo, che doue e' fuſsino poſſuti uiuere ſaniſsimi,
& diceuano eſſere ſtati dotati dalla benignità de gli Dii quaſi di perpetua Pri-
mauera, & d' Aria ſempre d'una medeſima maniera marauiglioſamente piu che
tutti gli altri. Et Erodotto ſcriue che infra gli Egizzij, quelli maſsimamente
ch eſon volti verſo la Libia, ſono piu di tutti gli altri ſaniſsimi, perche quiui mai
nõ ſi uariano i piaceuoli vẽticelli. Et cero e' mi par'vedere alcune Città sì della
Italia, sì delle altre genti, non per alcuna altra cagione piu che per una ſubita

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