Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

LIBRO QVINTO. alzi la Teſta ſopra qualunche altezza della Muraglia, & queſto ſi perche ſi ſug-
ga i pericoli dello abbrucciare; ſi ancora accioche raggirandouiſi il Vento per
il percuotere in qualche parte del Tetto, non ritardi l’uſcita al fummo, & non
lo rim bocchi in giuſo. Il fummo di ſua natura per eſſere caldo ſaglie ad alto,
ma poi per il calore delle ſiamme, & del cammino ſi ſpigne con piu uelocità,
riceuuto adunque nella gola del cammino, ſi ſerra come per vn canale, & per
l’impeto delle fiamme, che lo ſecondano, eſce non altrimenti che vn ſuono d’u-
na Tromba. Et ſi come auuiene che la Tromba ſe ella è tr oppa larga, non
rende il ſuono chiaro per il riuoltaruiſi dell’ Aria, coſi interuiene ancora del fu-
mo. Cuopraſi la teſta del cammino per amor delle pioggie, & faccinuiſi all'in
torno Naſelli, che ſportino in fuori, con alie dalle bande, accio rimuouino le
moleſtie de Venti, & infra l’alie, & inaſelli ſi laſcino le buche per l’uſcita del
fummo, & doue tu non poſsi far queſto, farai vn parauento che vorrei ſteſſe fit-
to ſopra vn perno ritto. Il parauentoè vna caſſetta di Rame, larga di ma-
niera che abbracci le bocche de la gola del cammino, habbia queſta medeſima
ſopra come per cimiere vna lama di ferro, che guidata come vn Timone volti
la teſta a Venti che ſoffiano: Grandiſsima commodità ti arreccheranno ſe in ci-
ma de Cammini metterai a lo intorno alcuni corni di bronzo, o di Terra cot-
ta, larghi & aperti con la bocca larga volta ne la gola del cammino a lo in giu,
per la quale i ricenuti fumi da la bocca piu larga, eſchino di ſopra per la piu
ſtretta a diſpetto de Venti. A le ſale biſogna accommodarui le Cucine, & le diſpenſe doue ſi riponghino le coſe, che auanzano da le cene, & i vaſi, & le Touaglie. La Cucina non vuol eſſer ne ſu gli occhi de conuitati, ne anco
troppo lontana, accio che i conuitati poſsino hauer le viuande che gli ſon por-
tate ne troppo calde, ne troppo ſredde, & ſarà a baſtanza che non ſentino
lo ſtrepito de guatteri, de le padelle, & de catini, ne la loro ſpurcitia. Do-
ue s’ha a paſſare con le viuande, biſogna che vi ſia l’andare accommodato,
non vi pioua, non vi ſia coſa ſporca, & che ſi prouegga che le viuande non
ſieno dishoneſtate da ſimili coſe. Di ſu le ſale, ſi va ne le camere, appartien-
ſi a gli huomini dilicati & grandi, che non ſieno le medeſime le ſale perlo In-
uerno, & quelle per la State. Souuiemmi il detto di Lucullo che e’ non bi-
ſogna che vn huomo nobile ſia peggio aſſortito che le grue, o le rondini. Ma
noi racconteremo quello, che appruoua in qualunche coſa, il diſcorſo de le
perſone moderate. Appreſſo di Emilio Probo Hiſtorico, io mi ricordo ha-
uer letto, che appreſſo de Greci le Moglie non compariuano a Tauola, ſe non
ne conuiti de parenti. Et che le ſtanze doue ſtauano le Donne, erano certi
luoghi, doue non andaua mai neſſuno, ſaluo i parenti piu ſtretti. Et certa-
mente doue hanno a ſtare le Donne, io penſo che biſogni che ſieno luoghi non
altrimenti che ſe e’ fuſsino dedicati a la Religione, & a la Caſtità. Oltre a che io
vorrei che ſimili ſtanze dedicate a le fanciulle, & a le Vergini, fuſsino dilicatiſsi-
me, accioche i tenerelli animi loro, in sì fatte ſtanze cõ manco tedio di loro ſteſ-
ſe vi ſi tratteneſſero. La Madre de la famiglia, ſtarà meglio in quella ſtanza, onde
ella poſſa facilmente intendere quel che ciaſcuno faccia per caſa. Ma noi an-
dremo dietro a le vſanze ſecondo i coſtumi de luoghi. Il Marito, & la Moglie

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