Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

DELLA ARCHITETTVRA tate le foſſe, Facciaſilo Argine tanto groſſo, che e’ non poſſa eſſere disfatto da
ogni minima Macchina da guerra, & tanto alto che non pure le falci ui poſsino
arriuare a leuar uia i Soldati, ma non ch’altro nõ ui poſsino eſſere tratte freccie,
o altro manualmente, con facilità per ſpauentar i Soldati. Et è coſa molto op
portuna, che quel che ſi caua de le foſſe, ſi ammonti ſuſo, perche e’ ſerua per ar-
gine. Al fare queſto lauoro lodarono gli Antichi grandemente le Piote de le
praterie con l’erba diſopra, congelate ſotto con infinite Barboline. Altri me-
ſcolano infra eſsi ramuſcelli di Salci uerdi, che affortifichino con il loro germu-
gliare, & con il loro abbracciare de rami, il fatto Argine. Per i labri de le foſſe
di dentro, & ne l’ultimo de lo argine ui ſi mettono ſpine, punte diritte, & punte
a oncini, & sì fatte coſe, accio non ui poſsino ſalire i nimici coſi preſto. La par-
te de lo Argine di ſopra ſia cinta da paloni gagliar diſsimi, fermati ſu gli altri at-
trauerſo a guiſa di Cornicione con graticci, & terra meſſaui dentro, & pigiataui; accommodinuiſi le merlature, & auanzinui ſopra tronconi a guiſa di Corna di
Cerui. Vltimamente addattinſi tutte le coſe in sì fatto lauoro, mediante lequa
li, egli ſia manco atto a eſſere minato, o a eſſere tagliato, o a poteruiſi ſalire; & ſia
il Soldato, mediante tale afforzificamento piu coperto, & piu ſicuro. Faccin-
uiſi a ogni cẽto piedi in ſu margini Torri, & maſsimo di uerſo i luoghi, oue ſi ha
a combattere, piu ſpeſſe, & piu alte, accioche elle poſsino nuocere gagliardiſsi-
mamente al nimico, che fuſle entrato dentro a gli Alloggiamenti. Facciaſi che
il padiglione del Generale, & la Porta, che guarda uerſo i nimici, & quella dal la-
to di dietro, che già ſi chiamauano Porta Quintana, & Porta Decumana, ſieno in
luoghi fortiſsimi, & eſpeditiſsime a mettere fuori in un ſubito l’eſſercito, a met-
ter dentro le Vettouaglie, & a riceuere, & a recuperere i Soldati, & queſte coſe
certo ſi conuengono piu a gli alloggiamenti da ſtarui aſſai, che a quelli, che ſi fan
no momentanei. Ma eſſendo bene hauer paura di ogni euento, che ti poſſa
arrecare, o la fortuna, o i tempi. In eſsi alloggiamenti momentanei ancora,
non ſi debbe far beffe di quelle coſe, che noi habbiamo dette, per quanto ricer-
ca il biſogno. Ma quelle coſe che ſi appartengono a gli Alloggiamenti da ſtar
ui aſſai tempo, preſi maſsimo per aſpettarui lo aſſedio, ſono molto ſimili a quel
le coſe, che noi dicemmo de la Fortezza del nuouo Principe. La Fortezza è
una certa ſpetie di Muraglia da eſſere aſſediata, concioſia che i Cittadini hanno
contro di lei uno odio eterno, & immortale, & è uno crudeliſsimo modo di
aſſedio, uegliarla ſempre, & hauere un deſiderio continouamente intenſo di pi
gliare in ogni momento la occaſione, mediante laquale tu poſſa ſatisfare al-
l’ardente odio, che tu hai di rouinarla. Et perciò (ſi come noi dicemmo) ſi
debbe auertire che ella ſia poſſente, gagliarda, ſtabile, pronta a difenderſi, & ad indebolire, & a ſcacciare il nimico, & ad ogni impeto, & oſtinatione di aſſe-
dio ſicura, & illeſa. Vltimamente in quelli alloggiamenti, ne quali tu hai a ſta
re a tenere rinchiuſo, & a moleſtare il nimico, non debbi oſſeruare con mino-
re diligentia alcuna di sì fatte coſe. Et dicono bene alcuni, che dicono, che
il fatto de la guerra ſtà coſi, che chi aſſedia, è ancora egli in gran parte aſſedia-
to. Perilche non ſolamente ſi debbe procurare il modo da ottenere quel-
lo che tu cerchi, ma guardarſi ancora di non eſſere oppreſſato, o da lo ardire, &

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