Full text: Alberti, Leon Battista: L' architettura

De le Fogne, de lo uſa, & forma loro, & de fiunsi, & dellefoſſe d’acqua, che ſeruono æ
Nauilij.

58. Cap. VII.

E’Si penſa, che le Fogne ſi aſpettino al lauoro de le ſtrade, concioſia chele
ſi debbino fare ſotto le ſtrade, giu per il mezo, & che le giouino molto al
coprire, al pareggiare, & a rendere piu nette le ſtrade, & per ciò non ci fa-
remo beffe di quelle, in queſto luogo. Et ueramente che altra coſa dirò io che
ſia una Fogna, ſe non un ponte, o piu toſto un qualche arco molto largo? Nè
è marauiglia, ſeper queſto nel far ſimili Fogne, ſi debbino oſteruare tutte quelle
coſe apunto, lequali poco fa dicemmo di eſsi Ponti. Et certamente gli Antichi
ſtimarono tanto l’uſo de le Fogne, che e’non ſi uede ch’eglino faceſsino mai ſpe
ſe maggiori, in finire qual altra ſorte di muraglia ſi uoglia, nè in alcun luogo uſaſ
ſino maggiore diligentia: & infra le marauiglioſe muraglie de la Città di Roma,
ſi tiene che le Fogneſieno le principali. Io non ſtò quì a raccontare quante cõ
modità arrechino con loro le Fogne, quanto le rendino la Città piu dilicata,
quanta pulitezza arrechino a priuati, & a publici edificij, & quanto le giouino a
mantener l’aria fana, & ſincera. La Città di Smirna, ne laquale trouandoſi aſle-
diato Trebonio, fu deliberato da Dolobella, ſcriuonoche & per la dirittura de
le ſtrade, & per gli ornamenti de li edificij, era tenuta belliſsima; ma per non ha
uere ella Fogne, che poteſsino, raccogliendo le brutture, portarle uia, offendeua
grandemente con il puzzo gli habitatori. Siena Città in Toſcana, per non ha-
uere ella Fogne, non è punto dilicata, onde gli auuiene, che non ſolamente nel
principio, o nela fine de le notti, ne quali tempi ſi gettano da lefineſtre i uaſi de
le raccolte brutture, ella tutta ſpuzzi; ma alcuna uolta ſi uede ſporca, & fracida
per le molte humiditati. Sono le Fogne di due ſorti, de l’una de lequali ſono
quelle che portan uia le brutture, o nefiumi, o ne laghi, o nel mare: De l’altra ſon
quelle, che fatto un pozzo profondo nel Terreno, ſmaltiſcono le brutture nel
uentre de la Terra. Quelle che portano uia, biſogna che ſieno laſtricate di la-
ſtrico a pendio, & a sdruciolo, ſaldiſsimo: perilquale poſſa la humidità ſcorrere
liberamẽte, & chequelle coſe, che ui ſono murate, per la continoua humidità,
non ſi infracidino. Queſte medeſime ancora biſogna che ſieno ſolleuate dal
fiume, accioche per le piene non ſienoripiene dal fango, nèriturate da la mota. Quelle che haueſsino a ſtare ſcoperte, ſiamo cõtenti ſenza laſtricarle de lo ignu
do Terreno, concioſia che i Poeti chiaman@ la Terra, il Cerbero, & i Filoſo-
fi, il Lupo de gli Dei; percioche ella conſuma ogni coſa, & ogni coſa diuora. Quelle ſporcitie, & brutture adunque, ui ſi aduneranno, mangiandoſele il
terreno, ſi conſumeranno, & non eſaleranno puzzolenti uapori. Vorrei be-
ne, che le Fogne, che hanno a riceuere l’orine, ſi collocaſsino diſcoſto a le mu-
ra: Percioche da gli andori del Sole, ſi marciſcono, & ſi guaſtano marauiglioſa-
mente. I Fiumi oltra queſto, & lefoſſe da acqua, & quelle maſsimo, per le-
quali hanno a paſſare le Naui, Io penſo, che ſi debbono annouerare infra le
fpetie de le uie: Concioſia che e’ pare a molti, che le Naui ſieno ſpetie di car-
ra; non eſſendo a la fine altro il Mare naturalmente, che una larga, & ſpatioſa
ſtrada. Ma di queſte coſe, non s’aſpetta parlarne piu a la lunga in queſto luo-

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