Full text: Angeli, Stefano: Della gravita' dell' aria e fluidi

DIALOGO il paſſato da queſto, è di quello più lungo.

8.1.

00051-01

_Conte._ Queſta dottrina non mi diſpiace; e parmi che aſſai ragio-
neuolmente ſe facia ponderatione ſopra la differenza dello
ſpatio paſſato dal graue più raccolto, e più dilatato; cioè che
quello ſia ben più lungo di queſto, ma non forſe maggiore; e ſe maggiore, non tanto quanto altri penſa. E da quanto
V. S. ha detto, parmi che ſe poſſa aſſegnare, ſe non la totale,
almeno vna delle vere cagioni, perla quale il medemo cor-
po ridotto in figura più ampla, debba deſcender più lenta-
mente, che in figura raccolta. In gratia me dica Sig. Ofredi. Se V. S. cõ vna determinata forza alzaſſe in vn determinato
tempo vn graue ad eſsa adequato, potrebbe con la medema
forza nel medemo tempo, alzarne vn maggiore?

_Ofred._ Supponga pure che io riſponda di nò.

_Conte._ E queſta è almeno vna delle cauſe perche il medemo gra. ue ridotto in figura ampla, diſcende più lentamente, che
quando era in figura raccolta. La ſua grauità è ſempre la
medema e queſta, è quella, che cagiona, che deſcendendo
alzi il mezzo, per il quale diſcende, e lo cacci dal proprio luo-
go. Onde operando ſempre con la medema forza, non può
nel medemo tempo alzare, che la medema quãtità del mez-
zo. Ma quando ſi moueſſe con la medema velocità, con la
quale ſi muoue ridotto in figura raccolta, alzarebbe vna par. te del mezzo molto maggiore, come ſarebbe per eſempio
l’acqua IP, ſe la ſua altezza IN, foſse eguale all’ altezza A E. Adunque biſogna di neceſſità, che deſcenda tanto più lenta-
mente, quanto più è ridotto in figura ampla.

_Mat._ Sia quello che eſser ſi voglia di queſta dottrina, io torno
a replicare quanto hò detto hieri; cioè che il medemo gra-
ue collocato entro all’acqua, ò aria, ambito da qual ſi ſia fi-
gura, ſempre ſe ritrouarà del medemo peſo.

_Ofre._ Se così è, tutte le concluſioni, che il Sig. V an Berlicom de-
duce da queſti principij, ſaranno poco bene dedotte.

_Matem._ Così l’eſperienza, e la ragione m’inſegna. Ne io dubito
punto di ciò.

_Ofred._ Ne meno io ne dubito più. Si che parmi bene, per hora,
chiuder il Libro del Sig. Van Berlicom; contentandomi d’-
hauer imparato delli graui quanto ſia bene fuggir la fatica.

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