Full text: Angeli, Stefano: Della gravita' dell' aria e fluidi

Dopòle quali parole fà che il Guldino interroghi pure il Mer-
ſenno. _Sed quid ſi vas in aquam expenderent nunc quidem melle_
_nunc vero aere plenum? an grauitatum differentiam ita melli tri-_
_bueres, vt velles pro ea pretium ſoluere?_ Alla quale interogatio-
ne troppodubioſo d’eſſer gabbato, convn _Minimè omnium_,
riſponde il Merſenno poco bene, per mio credere. Poiche
facendoſi queſti peſi, e nell’aria, e nell’acqua, ſempre ſi tro-
uarà la medema differenza; & in conſeguenza che l’oglio
peſi il medemo. E per conoſcer queſto, ricorriamo al no-
ſtro eſempio del vaſo d’oro poſto a carte 23. , il quale peſa-
to in aria in pezzo, ò formato in vaſo peſaua libre 100. In. acqua peſaua libre 95. e pieno d’aria, & otturato, libre 93. Supponiamo che queſto riempito di mielle in aria peſi libre
101. ſi che il mielle ſia in grauità ſubdupla dell’acqua. Già il
Merſenno non hauerà ſcrupolo, che peſato in aria il vaſo
pieno di mielle, e vuoto, e ritrouata la differenza d’vna li-
bra, che ſia il peſo del mielle; & in queſto modo ſi conten-
tarà di pagaril prezzo. Ma ſe queſta medema differenza d’v-
na libra ſe ritrouarà peſando nell’acqua, perche non la vorrà
pagare?

_Ofred_. Sì ſe ſarà la medema. Ma dubito che non ſia molto
maggiore.

_Matem_. Non certo. Perche il vaſo pieno d’aria nell’acqua peſa-
ua libre 93. mentre la mole dell’ acqua eguale all’aggregato
peſaua libre 7. Ma pur queſte 7. libre leuarà dall’aggregato
del vaſo, e del mielle; ſi che eſſendo queſte libre 101. reſta. ranno libre 94. onde vna libra pure ſara il mielle; e la diffe-
renza trouata nell’aria, e nell’acqua ſarà la medema.

_Conte_. Ma V. S. legga la ragione, che aſſegna del _minimè ominum_.

Matem. _Eccola_. Quia prater mellis pondus ſublatum, etiam de vaſis
grauitate non parum demeret incluſi aeris leuitas.

_Ofred_. Da queſte parole ſi vede manifeſtamente, che egli pen-
ſa, che l aria aggiunga leggierezza al vaſo; che perciò mag-
gior differenza ſi douerebbe ritrouare peſando in acqua,
che peſando in aria; il che ſopra è ſtato prouato eſſer falſo.

_Matem_. Mò ſentino quello anco, che loggiunge il Guldino. _Quid ni igitur vaſis grauitati detractum pariter aſſeras ab incluſo_
_aere maximè raro, ac proindè longè leuiore, quam aer iſte commu-_

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