Full text: Angeli, Stefano: Della gravita' dell' aria e fluidi

_DIALOGO_ tra ad eſſa vguale nell’altro ſettore, la quale pure pretende
diſcendere, rende nullo riſpetto il galleggiante il ſuo co-
nato Vedaſi _il cit. luogo nel Dial_. e ſi roccara con mano que-
ſta verità. In confirmatione di queſto, & in ſimil propoſi-
to potremo hauere vn’eſempio, & eſperienza in vn tubo
ritorto, nel quale con qualche otturamento ſia impedito
il bucco, o piegatura oue comunicano le ſue gābe. Riẽpita
vna gamba leueſi l’otturamento; ſi vedrà che l’acqua ſalirà
con grand’empito per l’altra per la preſſione, che fanno
le parti ſuperiori ſopra l’inferiori e ſeguir à ad aſcen-
dere ſino che s’equilibrino. Ma ſe nell’ altra gamba ſoſſe
pure infuſa acqua, ma non così alta come nella prima, per
eſempio ſino al mezzo, cioè più baſſa della prima; l’acqua
pur ſalirà, ma con minor empito, per la contropreſſione,
che fa l’acqua ſuperiore.

_Ofr_. Reſto perſuaſo. Non facio poi molta ſalſa ſopra le pa-
role prime del Berigardo, cioè (parlando del fumo, e le-
gno) che _aſcendit eò remiſſiùs quò proprius accedit ad ſuperfi-_
_ciem aquæ_, perche m’arricordo beniſſimo che hauendo
V. S. _nel 1. Dial. pag. 31_. riſpoſto a certo mio dubio, che ha-
ueuo circa _la prop. 6. d’ Arch. de inſid. bumid_. e che haueuo pro-
poſto _nella pag_ 29. e dalla ſua riſpoſta concludendoſi che
queſto moto non ſolo non ſi ritardaua nel fine, ma che
più to ſto s’acceleraua, io confeſſai _ne lla pag_. 32. d’eſſer ſta-
to perſuaſo dal momento delle ſue ragioni.

_Mat_. Io reſto molto ammirato come che il Berigardo ſi ſia in-
gannato in ſimil Fenomeno tanto manifeſto, e patente ad
ogn’vno. Se bene però credo penetrarne la cagione. Que. ſta credo eſſer ſtata vn troppo hauerſi cura di non eſſer in-
gannato dà Ariſtotile. Haueua detto queſti _nel 4. de celo_. _Eodem modo feri leuia ſurſum, quo grauia deorſum_. Ma queſti di-
ſcendono più velocemente per l’aria che per l’acqua, e con
maggior velocità nel fine che nel principio adunque anco
il ſumo, e legno aſcendono più velocemente per l’aria che
per l’acqua, e più velocemente nel fine che nel principio. Volendo adunque aſſerire la falſità di queſto detto in tut-
to, e per tutto, non è ſtato contento di dire veridicamente,
che al contrario di quello, che ſuonano le parole d’Ariſto-

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