GUIDA DI FIRENZE
le due guerre erano state entrambe fatali alla libertà
di Firenze.
Ben sei sovrani medicei regnarono dopo Cosimo, e
colpa forse più dei tempi che di loro, non fecero intiera -
la felicità del-popolo. L’ultimo di essi Giovan
Gastone mancò nel 1737, addolorato d’essere astretto
dagli intrighi della vecchia Europa a lasciare il suo
retaggio a principi forestieri. Furono i duchi di Lorena
e di Bar, quattro dei quali qui tennero il trono. E
la Toscana serberà sempre bella ricordanza delle leggi
stupende che Pietro Leopoldo I, principe saggio e filosoſo -
le regalò durante il suo governo giusto, liberale,
benefico. Durarono sul trono di Toscana i Lorenesi, se
togli i pochi anni della grandezza sterminata del primo -
Napoleone fino al 16 agosto 1859 in che l’Assemblea
Toscana ne dichiarò la decadenza. Oggi il nostro paese
sta per libera volontà della nazione, sotto lo scettro
costituzionale di re Vittorio Emanuele II, che intende -
a compiere la unificazione d'Italia.
Tale fu Firenze. Città eminentemente democratica,
la quale all’ ombra dei suoi Collegi delle Arti, ricche
e autorevoli associazioni, nonostante gli odj di parte,
qui più che altrove furiosi, nonostante le molte e
lunghe guerre con principi e stati potentissimi, nonostante -
la tirannide cittadina che la trasse in servitù; -
venne a tanta grandezza, che alla sola Venezia
apparve seconda. Nè ciò dee sembrare maraviglioso
nella patria di Dante, di Giotto, di Machiavello, di Michelangiolo. -
Firenze correndo il secolo XIV contava ben
novantamila anime, ottanta banchi che ne sostenevano -
i commerci con tutta Europa per somme ingenti
di denaro, duecento botteghe dell' Arte della Lana,
le quali acconciavano ottantamila pezze di panni ogni
anno pel valore di un milione e dugentomila fiorini
d’oro. Ecco perchè temuto di fuori e ricchissimo, seppe
e potè questo nostro Comune inalzare quelli stupendi
miracoli d'arte che sono Santa Maria del Fiore, Santa