sto fu dal Generale dato per successore Don Giovanni d'Istria, Eremita
molto venerabile, e di candidissimi costumi. In breve per la sua benignità
e piacevolissime manière si acquistò la grazia di tutti i suoi Monaci, e de
Cittadini ancora
In niuna cosa stimava di poter meglio impiegar l' ore del tempo, che
nella meditazione de' Divini Misterj. Giorno, e notte era assiduo all'Orazione -
. Vivea tutto rimesso nelle disposizioni del Cielo. A tutti fu esempio
di religione , e di pietà nell’ osservanza dell’ Eremitica strettezza. Ampliò -
con nuova fabbrica il Sacro Eremo degli Angioli. Alla fine non ancora -
passato l’anno, ricordevole della sua cara solitudine di Camaldoli, con
licenza del Generale, là si portò, per quivi terminar la sua vita.
Meritò di essere suo degno successore un tal Don Vincenzo Aretinc
della Nobile famiglia de' Guidalotti, stretto congiunto di Fra Guittòne Eremita -
di Camaldoli, di dottrina, e bontà assai chiaro l’anno di nostra salute -
1310. il di 10. Oct. come si vede dal registro antico di questo Monastero
segnato colla lettera M. nel principio; confermato da Don Tommaso di
Miglior Mini Nobile Fiorentino, Monaco di detto Monastero, nella sua
Cronica manoscritta della nostra Religione, alla parola Monastero degli
Angioli , che si ritrova nella sua libreria . Governò questo con tanto zelo,
1u.
con tanta vigilanza , pietà, e prudenza , che su reputato da tutti un nuovo -
Romualdo, si nelle cose Spirituali, come temporali. La Repubblica
Fiorentina lo venerava come un Angiolo, volendo da lui consiglio nelle
turbolenze . Insegnò a' suoi Monaci non solo con le parole, ma molto più
con l'esempio della sua vita innocentissima, di modo, che questo novelle
Eremo non era più abitazione di Uomini terreni, ma vero Paradiso di Angioli -
, e Beati. Quivi si osservava con gran rigore la regola, e le nostre
costituzioni. Si esercitavano in continue astinenze, e mortificazioni del
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corpo . Vivevano in perpetua Clausura , e silenzio ; e a nessuno era periom -
messo il vagare per la Città, eccettuato un Converso, il quale faceva
da Procuratore . In maniera che la Repubblica Fiorentina si gloriava oltremodo -
di aver nella sua metropoli si osservanti Religiosi; anzi che ne
suoi più urgenti , e calamitosi bisogni , che erano, quando si doveva implorare -
grazia da Dio per qualche grave interesse del Comune, mandava con
replicate istanze a raccomandarsi alle Orazioni de' Monaci degli Angioli
come si ricava da i libri delle deliberazioni di essa, veduti da Ferdinando
del Migliore , celebre antiquario; come dice nella sua Firenze illustrata
a carte 336.
La Chiesa, il dormentorio , e altri abituri di questo Santo luogo eraon -
no semplici, e alla foggia Eremitica, che spiravano Santità, e venera
szione. Stettero i Monaci in perpetua Clausura, e fecero vita Eremitica
fino al tempo del Generale Ambrogio Traversari, che fiori nel 1434. come
satteſta l’ Abbate Don Silvano Razzi nel libro de’ Santi, e Beati dell' Or
dine a carte 134., e nel fine.
Vincenzo consegui dal Cardinale Napoleone Orsini, del titolo di Sant
Adriano, Legato di Clemente V., in Romagna, una Indulgenza di 100
Giorni a chi visiterà il Tempio degli Angioli nelle feste della Madonna