Inhaltsverzeichnis : Band (5,[1])

CAMMEI  ED  INTAGLI
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dall'  esser  questo  Dio  il  signore  degli  abitatori
del  mare,  come  degli  animali  della  terra  e
dell’aria,  e  dalla  natura  stessa  del  delfino,
pesce  chiamato  da  Aulo  Gellio  (2)  venereo  e
dedito  all’amore.  Niuno  però,  per  quanto  io
sappia,  ha  avyertito  un  terzo  motivo,  ch’  è
quel  medesimo  per  cui  il  delfino  è  sacro  a
Venere,  ad  indicar  cioè  ch’ella  nacque  nell'
onde;  e  questo  motivo  cel  somministra  Antipatro -
  Sidonio,  il  quale  dice  appunto  Amore
generato  in  mare  nell’epigramma  che  qui
riporto  insieme  colla  versione  che  ne  fece  il
Grozio  (3):
Mi  xNaivv  Tov  EpTo  d5Xei  THNEUÄpoTe  TetOti
Moò  oNru  racew  bri  nip  baveés.
Xouoòs  'Eowros  oel  rariics  eofécSy  de
Oé  Tér  &  To  TInIuνe  TeNdyei.
Vincere  te  lacrimis,  Telembrote,  credis  Amorem?
Tantillo  tantas  scilicet  imbre  fuces.
Semper  flagrat  Amor  ;  extingui  nesciit  ille
Tunc  atiam  magno  cum  satus  in  pelago  est.
Il  dotto  lacobs  nel  comentar  questo  epigramma -
  dice  di  non  conoscere  alcun  altro  antico,
che  abbia  fattó  nascere  Amore  nelle  acque.
Non  è  cosi.  A  questa  opinione  allude  Luciano
nell’encomio  di  Demostene  (4),  allorchè,  do¬(2) -
  N.  A.  L.  7:  c.  8.
(3)  Anal.  tom.  2.  p.  7.  Stob.  Flor.  p.  252.  ed.  Grot.
(4)  Tom.  3.  pag.  501.
            
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