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st'isola, detta ora punta di s. Marta, correa un tempo la Brenta
si velocemente nelle ore del riflusso che, ad impedire le corrosioni, -
furono piantati degli argini chiamati pur tuttavia col nome di
arzare di s. Marta.
L’altra isola vicina di Luprio, lunga assai ed ineguale, pare
che a somiglianza di Rialto , venisse bipartita in due isole,
l’ una dove ora sta la parrocchia di s. Giacomo, l’altra dove ora
esiste quella de’ ss. Ermagora e Fortunato. Siccome vennero interriti -
de’ canali interni, ed altri ne furono aperti , cosi nè bene
saprebbesi oggidi conoscere la sua forma , nè bene la sua estensione. -
Le Gemine o Gemelle furono altre due isole, forse dipendenti
da Rialto, le quali pare che occupassero l’odierno terreno de’ ss.
Filippo e Giacomo , s. Zaccaria, s. Severo, s. Giovanni in Bragora, -
ec. Grandi ortaglie v’erano in esse, ed assai vennero popolate
dai Padovani quando i Longobardi distrussero Padova (an. 641).
Finalmente tra le isole Realtine ebbe maggior nome alle prime
epoche veneziane quella di Olivolo. Comprendeva la parte della città
detta ora Castollo, era prossima alle Gemelle, molto estendevasi
verso il porto di Lido, e formava una comunità distinta, conosciuta
col nome di Castrum Olivoli (castello di Olivolo) a cagione di
un castello éretto in difesa delle isole Realtine. Per questo dicesi tuttavia -
Castello a quella parte dove è l’Arsenale ed alcune parrocchie. -
Dicevasi poi Olivolo, perchè nel sito dove è ora la piaz
za della chiesa di s. Pietro, eravi anticamente un grand’ albero di
olivo; anzi molti oliveti allignavano per entro agli orti suoi. La
numerosa popolazione di quest’ isola te’ si che nel 776 le venisse -
conceduto un vescovo col titolo di vescovo Olivolense o Castellano, -
il quale ebbe eziandio il titolo di vescovo dei morti per
chè, ò per costume o per altri motivi, solea accompagnare i funerali -
de’ suoi diocesani. Sólo però che nel 1096 cominciarono quei
pastori a chiamarsi vescovi Castellani, primo essendo stato ad usaré -
di tal nome Enrico Contarini. Come però nel 1450 venne abolito -
il patriarcato Gradese ed incorporate le rendite in questo di
Olivolo, cosi s. Lorenzo Giustiniani, lasciato il-titolo di vescovo -
Castellano, assunse quello di Patriarca di Venezia, A siffatta
dignità un’altra ne aggiungeva Olivolo da’ tempi immemorabili, ed
era la fiera o mercato che ad ogni sabato teneasi dinanzi alla chiesa -
vescovile , ed alla quale concorrevano tutti gli abitatori delle
altre isole. Era cosi esaltata quella fiera che ad essa, al paro che
in Pavia ed in Campalto (T. I. p. 216), era permessa la vendita
de' panni lavorati in oro.
Sulla condizione, sulle vicende di Spinalunga, comunemente detta -
la Giudecca, anche per ciò che concerne i primissimi tempi
abbiamo già trattato al T. I. p. 165.
Affatto deserte erano tali isole alle epoche Romane ; e'se fin dalle