VATICANA. LIBRO IV.
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lunga (cioè la lunghezza , a cui si ridurrebbe la
grandissima di Travertini infranti. Nè ommette di
circonferenza, che sarebbe vicina alli 600 Palmi)
riflettere, che lavorarono nella Fabbrica della Cupola
del Cerchione possa esser composta di un ferro tutto
600 Operaj, notte e giorno: e che fu terminata
d' ottima qualità: in oltre afferma, non poter esser
in 22 mesi: sicchè non può non esservi stata tale
certo , che gli occhi del detto Cerchione, li quali
confusione, quale abbia resa frustatoria l’attenziouniscono ¬
li pezzi del medesimo insieme, siano tutti
ne de’ Soprantendenti, oltre le malizie, che possosaldati -
a perfezione . Indica poi di aver disegnata
no essere state usate per interesse; e novera altri ina ¬
penna, ed inviata una maniera più sicura per
convenienti, ricavando da tutto quelle conseguenze,
fabbricar i Cerchioni. ed immediate soggiunse;
cui aveva mirato.
ma ora, che si tratta di migliaja di Crepature di511. ¬
Paſſa perciò alla Terza Cauſa, la quale
verse ancora in qualità dall' accennate, le parti so(come -
si è detto ) a suo credere, è il peso esorno ¬
cosi disunite, che converrebbe ogni tre palmi porbitante ¬
del Lanternino, & il Sesto non proporzionare ¬
un Cerchione di ferro.
tamente acuto della Cupola per portare tal peso.
515. Vien susseguentemente il nostro Architetto
Ma poco si ferma intorno la considerazione del soad ¬
impugnar l' altra parte della Riparazione propolo -
peso. Combina le riflessioni al peso con le rista ¬
da P. P., e dice essere assai pericoloso il demoflessioni -
alla figura, e più, dice, il Sesto di una Culire ¬
i Speroni del Tamburo ; ed assevera, che sapola ¬
sarà acuto, maggior peso potrà portare, di quelrebbe -
un partito troppo difficile, e troppo mal silo ¬
sia capace una di Sesto meno acuto.
curo il tentare di formar una puntellatura; concios512. ¬
Alla figura della Cupola Vaticana preferisiachè, ¬
se anche ottima fosse, non sarebbe bastante
sce la figura della Cupola di S. Maria del Fiore
per assicurarci da qualche gran ruina. A fine poi
di Firenze; alla quale il Brunelleschi (dice l’ Aud’ ¬
argomentar con vie più di forza, vuol supporre,
tore ) diede un Sesto quasi acuto servendosi del meche ¬
l' accennata Demolizione riesca felicemente : e,
desimo punto tanto al di dentro, che al di fuori.
supposto ciò, mostra, che non ostante converrebbe
Ingannandosi in ciò il Buonarroti; il quale , benchè
riunire alla muraglia del Tamburo i nuovi Contrafprendesse ¬
ad imitare la Cupola di Firenze in quelforti, -
e che tal riunione non riuscirebbe. Ma, per
la del Vaticano, fece il Sesto di questa assai più
porre tutto in maggior lume, gioverà lo trascrivescemo, ¬
e servissi nel di dentro di un punto diverso
re qui tanto, quanto fa la forza del di lui argoassai ¬
da quello di fuori.
mento: supposta però (scrisse il nostro Autore) tal
513. Dalla quarta causa il nostro Autore si speriunione ¬
, dico , che poca forza potranno fare secondisce ¬
brievemente. La grossezza de’ Contrafforti non
do quel tanto, che da P. P. si dice a car. 32 §
eccedente Palmi tre, & un quarto di muro, gli
Cosi la Cupola: ove leggo, che non lega mai bene
pare inferiore a quella , che da’ Pratici si ricerca
il Muro Nuovo col Vecchio , il che è verissimo; e
per i Contrafforti, Barbacani, Speroni, o siano Rinsono ¬
di questo sentimento i P. P. allorchè rigettano
sianchi. Stabilisce, che dovrebbero essere i Contraf
il riempimento de Vani del Corridore , e Passatore
forti Centinati, e contrapposti alla Circonferenza del
sotto il Contrafforte, il qual riempimento non faTamburo, ¬
quali egli ha ideati.
rebbe la forza, che sono obbligati di fare quei Con514. ¬
Avendo il nostro Autore cosi ragionato intrafforti ¬
. Si contradicono però apertamente allora,
torno le da lui riputate vere cause de danni della
che trattano di rifare questi Contrafforti, pretendenCupola, -
chiede che gli sia permesso esaminare i rimedo -
, che il muro Nuovo di questi possa far la dodi, ¬
che vengono suggeriti da R. R. P. P. Ripete aversi
vuta presa col muro Vecchio del Tamburo, e per
dalla Relazione, che la Cupola abbia patito in tutconseguenza ¬
la forza di reggere allo Spingimento sute -
le sue parti, e tale va egli immaginando la
periore, che non è di poco momento. Ed anche afgrandezza -
de’ danni , quale gli fa pensar, che, se
ferma poi, che inutile sarebbe il proposto da tre
si avessero a ben considerare i pezzi isolati dalle
Matematici ajuto di Catene, e Palettoni di ferro,
crepature, tanto della Cupola, che delle altre parti
per unire i muri nuovi de’ Contrafforti col muro
danneggiate, ne nascerebbe poi da esse consideraziovecchio -
del Tamburo: pensa, che in tal caso sani, ¬
che si ritrovarebbe una sconcatenazione di parti
rebbe il Tamburo quegli, che reggerebbe i Contrafinfinite. -
A tal segno essendo giunto il Signor Chiaforti; ¬
li quali, venendo spinti in fuori nella testa
very nel considerar i danni della gran Mole, si fa
dallo sbragamento della Cupola, si tirarebbero indubiindi -
a dimandare, come ad una tal dilacerazione di
tabilmente appresso ancora il muro del Tamburo.
parti sarà possibile rimediare con Cerchioni di ferro?
Quindi deduce , che niun vantaggio si ritrarrebbe
Dopo aversi in tal modo espresso, propone il nodal ¬
rifacimento de' Contrafforti , ancorchè ingrosstro ¬
Autore l' opinion sua più chiaramente; ed assati; ¬
e prova, che molto meno resisterebbero allo
serisce, che sarebbero li Cerchioni di ferro sempre
spignimento della gran Cupola, se fossero anche
con pericolo, poichè è impossibile, che una stesa si
appoggiati,