LIBRO III.
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ticinque piedi; le maggiori si faranno colle medesime -
simmetrie. L'abaco poi sia lungo e largo
quanto la grossezza della colonna, aggiuntavi una
nona parte; affinchè scemando il restringimento
a proporzione della crescente altezza della colonna, -
rimanga al capitello uno sporto proporzionato
alla sua simmetria, e la giunta della respettiva
parte d'altezza.
50. Intorno alle descrizioni delle volute, e
come debbansi col compasso esattamente rinvolgere -
e delineare, si vedrà dalla figura, e dalla sua
dimostrazione alla fine del libro.
51. Compiuti i capitelli delle colonne, sieno
collocati non a livello, ma con tale ripartimento,
che a quell'aggiunta che si avrà fatto nei piedestalli -
corrisponda ne' membri superiori la simmetria -
degli architravi (1).
„sporto, e riceva in altezza la sua rispettiva giunta". Qui
non si può dire che vi sia oscurità. Diminuendo la rostremazione -
della colonna, diminuisce per conseguenza lo sporto -
del diametro del sommo scapo, quindi per corregger questo,
lo si faccia maggiore di quello che viene prescritto per le colonne -
di minor altezza; e che vi debba essere quest aumento -
lo provano chiaramente le successive parole, cioè che in
tal modo aumenterà anche la sua altezza. Diffatti, dovendosi
in tutto il resto conservare le proporzioni sopra stabilite, e
quindi essere l'altezza del capitello uguale alla lunghezza
dell'abaco, ne segue che aumentando l'una, dovrà aumentare -
anche l'altra.
(1) Questo passo è figlio di quello che risguarda gli scamilli -
impari, e quindi di eguale oscurità. Chi suppone che
gli scamilli sieno gli sporti dei piedistili dal rimanente del
podio, ritiene che anche i capitelli e le parti del cornicione,
che sono ad essi soprapposte, abbiano da sporgere dal rimanente -
del cornicione medesimo.