Full text : Lib. III (3)

CAPO  III.
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facciano  nè  meno  d'un  piede  e  mezzo,  ne  più
di  due.  E  della  stessa  misura  devono  essere  quelli -
  che  si  volessero  fare  d'intorno  al  tempio.
41.  Che  se  per  tre  lati  all'  intorno  dell'  edifizio -
  si  dovesse  fare  un  poggiuolo  (1),  si  ordini  in
modo  che  le  quadre  (2),  le  spire,  i  dadi  (3),  le
corone,  la  lisi  corrispondano  allo  stesso  piedestal
lo  (4),  che  sta  sotto  le  basi  delle  colonne.  Il  pie
tiz  avverte  agli  architetti  nella  costruzione  delle  scale  di  rendere -
  dolce  la  loro  salita  con  far  la  larghezza  tripla  dell'altezza, -
  singolarmente  nei  conventi  e  nelle  chiese,  ove  quelli
che  le  montano  con  vesti  lunghe  o  coi  sacri  apparamenti
possano  allargar  il  passo  quanto  basti  a  non  inciampare  nel
le  stesse  vesti,  e  stramazzarvi  bocconi.
(1)  Il  Poleni  spiega  questo  poggiuolo  cosi:  una  specie  di
muricciuolo  innalzato  dal  terreno,  formato  di  pietre  continuate -
  e  di  picciole  colonne,  e  di  tale  altezza,  che  un  uomo
incurvandosi  possa  sopra  lo  stesso  comodamente  poggiare.  La
continuazione  poi  di  questo  poggiuolo  dev'  essere  per  tre  lati.
eccettuando  il  pronao,  nel  quale  vi  sono  i  gradini  per  ascendere. -
  Un  esempio  di  piedistallo  continuato  si  ha  nel  tempic
rotondo,  denominato  della  Sibilla  in  Tivoli,  come  si  può  vedere -
  nella  Tav.  XVII.
(2)  Le  quadre  non  differiscono  da  que'  membri,  che  lo
stesso  Vitruvio  chiama  plinti,  e  tale  sarebbe  la  parte  abde
nella  fig.  1.  Tav.  XXIV.;  la  spira  è  quella  figura  che  viene
prodotta  dagli  sporti  e  dagl'incavi  della  base,  come  aelm.
La  quadra  e  la  spira  poi  formano  ciò  che  chiamasi  base,
benché  generalmente  la  base  venga  indicata  con  la  sola  voce -
  spira.  Il  tronco  o  dado  è  quella  parte  dello  stilobato  che
sta  fra  la  corona  e  la  base,  come  lmur;  la  corona  è  lo  sporto -
  che  cinge,  per  cosi  dire,  lo  stilobato  nella  parte  superiore, -
  come  nrhc;  ed  il  membro  superiore  della  corona,  che  separa, -
  per  cosi  dire,  lo  stilobato  della  colonna,  chiamasi  lisi.
come  sarebbe  ch,  detta  volgarmente  gola  rovescia.
(3)  Trunci  l'originale.
(4)  Ecco  ciò  che  dice  il  Newton.  Il  Galiani  interpreta
questo  passo,  supponendo  che  gli  stilobati  si  elevassero  dal
pavimento  del  tempio,  ciò  che,  a  dir  vero,  raramente  fu  praticato -
  dagli  antichi,  giudicando  dagli  esempj  che  tuttora  sussistono. -
  Gli  stilobati  non  soprastavano  al  pavimento,  ma  la
            
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