LIBRO III.
48
ne in modo che gl' intercolunnj (1) di fianco sieno -
il doppio di quelli di fronte ; e cosi la lunghezza -
dell' opera riescirà il doppio della larghezza. -
Onde coloro che raddoppiarono le colonne
hanno errato, perchè dalla lunghezza si vede sporgere -
un intercolunnio di più di quel che bisogna.
questo libro. Osserva inoltre che molti tempj antichi tuttora
esistenti non seguono la regola vitruviana di raddoppiare nef
fianco il numero degl' intercolunnj che sono nella fronte, e
cita il tempio di Pallade e quello di Teseo in Atene. Al che
soggiunge saggiamente il Poleni che Vitruvio non era tale
di riferir le regole seguitate dagli altri, ma bensi da scegliere -
quelle che da lui venivano riputate siccome ottime.
1) Lo Stratico osserva che in tre modi si possono determinare -
la lunghezza e la larghezza d'un edifizio circondato da
colonne, cioè misurando un rettangolo circoscritto che comprenda -
le colonne tutte, ovvero quello che passa pei centri
delle medesime, e finalmente quello che viene inscritto, toccando -
le interne superficie di esse. La regola di Vitruvio
considera la seconda di queste maniere, ed è esatta qualunque -
sia la specie dell'edifizio, e qualunque sia il numero
delle colonne, purchè (seguita lo Stratico) sia pari nella facciata. -
Ma noi soggiungiamo che quand'anche sia dispari, avrà
luogo la regola; perchè calcolando le dimensioni dai centri
dell'estreme colonne, si vedrà che un lato del rettangolo comprende -
un numero eguale d'intercolunnj e di diametri di colonne -
: per es. se gl'intercolunnj fossero dieci, le colonne che
li formano saranno undici, se quelli sono nove, queste saranno -
dieci, cioè sempre una di più; ora misurando il lato del
rettangolo che passa pei centri, esso comprenderà tutti gl'intercolunnj -
e tutte le colonne intermedie, e di più la metà
delle due estreme, quindi escluderà in totale una colonna, e
perciò comprenderà un numero di colonne eguale al numero -
degl'intercolunnj, sia poi esso pari o dispari; quindi raddoppiando -
il numero degl'intercolunnj si verrà a raddoppiare -
anche il numero delle colonne comprese nel lato del rettangolo -
che si misura, e la regola vitruviana sarà esatta,
quand' anche la fronte dell'edifizio offrisse per caso un numero -
impari di colonne, ciò che però non sarebbe consentaneo -
né ai precetti del nostro autore, nè al vero bello. Bisogna -
bensi eccettuare da quest'esattezza la specie detta eustilo, -
in cui l'intercolunnio di mezzo delle due facciate ante¬