Volltext : Lib. III (3)

CAPO  II.
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ritrovato  risparmiò  spesa  e  lavoro.  Perchè  ampliò
egreglamente  il  passeggio  dintorno  alla  cella,  e
senza  nulla  detrarre  all  aspetto,  levando  il  superfluo, -
  nella  distribuzione  di  tutta  l'opera  serbò  la
maestà.  E  a  dir  vero  la  maniera  delle  ale  e  delle -
  colonne  all  intorno  del  templo  fu  inventata
collo  scopo,  che  l'aspetto  pel  rilievo  degl'intercolunnj -
  acquistasse  maestà.  Inoltre,  affinchè  se  una -
  pioggia  dirotta  obbligasse  a  star  dentro  la  folla, -
  possano  tutti  nell'edifizio  e  nel  porticato  liberamente -
  e  comodamente  spaziare.
30.  Tutto  questo,  come  qui  è  spiegato,  si  ha
vi  praticati  fra  le  rovine  della  città  sul  Meandro,  ove  si  trovarono -
  molti  avanzi  di  questo  tempio,  furono  scoperti  sul
piantato  in  gran  parte  esistente  alcuni  indizj  da  far  credere
che  vi  sia  esistito  una  colonna  lateralmente  a  ciascuna
delle  quattro  ante  della  cella  (Tav.  XI.)  nella  direzione  della -
  fila  soppressa,  ciò  che  sembra  essere  stato  praticato  per
reggere  la  continuazione  dell'architrave.  Da  questa  circostanza -
  ne  verrebbe  che  nemmeno  trentaquattro  erano  le  colonne -
  tolte  al  diptero,  ma  sole  trenta.  Lo  stesso  si  osserva  nel
tempio  di  Giove  a  Selinunte.  La  regola  vitruviana  poi  si  riscontra -
  precisamente  nel  tempio  del  Sole  a  Palmira,  che  potrebb' -
  essere,  come  opina  il  Canina,  quello  di  Apollo  fabbricato -
  da  Mneste,  citato  da  Vitruvio  come  secondo  esempio
dello  pseudodiptero.  La  Tavola  XXI.  ne  offre  la  pianta.  Esiste -
  quest'edifizio  in  gran  parte  conservato  entro  ad  un  grande -
  recinto  di  molte  colonne  d'architettura  Romana.  La  disposizione -
  della  sua  icnografia  lo  mostra  più  antico  di  quello
che  il  fanno  credere  1  lavori  tuttora  esistenti;  e  si  potrebbe
supporlo  dell'  epoca  dei  Seleucidi,  ristaurato  poi  dai  danni
sofferti  nella  presa  della  città,  fatta  dalle  legioni  d'  Aureliano, -
  con  aggiungervi  il  colonnato  del  suddetto  recinto,  con
aprirvi  un  ingresso  lateralmente,  levando  una  colonna  del
peristilio  in  modo  certamente  non  bello,  e  con  chiudere  gl'intercolunnj -
  dei  due  lati  minori,  situando  ivi  le  are  e  le  statue -
  degli  Dei,  e  costruendo  scale  per  salire  sul  tetto.  Vedi
Canina  opera  succitata  pag.  153.
            
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