LIBRO III.
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vono fare di due colonne e un quarto di grossezza, -
e l'intercolunnio di mezzo, cosi nella fronte,
come al di dietro, di tre colonne di grossezza. In
questo modo avrà aspetto leggiadro, l'ingresso
comodità senza impedimenti, e il passeggio intorno -
della cella magnificenza. Ed ecco come si
spiega la ragione di tutto questo. Se la facciata
da erigersi (1) nell' edifizio si vorrà fare tetrastila -
(2), si divida in undici parti e mezzo, eccettuatine -
i margini e gli sporti delle basi. Se di
sei, si divida in diciotto parti : se d'otto, in ventiquattro -
e mezzo. Poscia da queste parti di tetrastilo, -
di esastilo o di ottastilo pigliane una, e
sarà questa il modulo (3); del qual modulo sarà
(1) Qui stabilisce Vitruvio ragionevolmente che il modulo -
debba fissare il diametro della colonna, e non prendere
questo per determinare il modulo: cosi appunto nell'eustilo
tetrastilo, cioè di quattro colonne, dovendo farsi l'intercolunnio -
intermedio di tre diametri, e di due e un quarto i due
laterali, si avrà lo spazio occupato dagl'intercolunni di sette -
diametri e mezzo, a cui aggiunti i quattro delle colonne,
si avrà la fronte che risulterà di undici diametri e mezzo,
Lo stesso calcolo instituendo per l'esastilo e per l'ottastilo,
e cosi di seguito, si vedrà in quante parti si dovrà dividere -
la larghezza, ch' è da darsi all'edifizio (esclusi sempre gli
sporti e le gradinate) per aver la grossezza di una colonna.
(2) Che ha quattro colonne in fronte come nel prostilo,
e nell' anfiprostilo.
(3) „Qui Vitruvio piglia pel modulo tutto il diametro
„della colonna, ma nell' ordine Dorico, Lib. IV., prende
„semidiametro. Ma egli non l' ha usato per determinare
„proporzioni de'piccoli membri, per i quali va dividendo e
„suddividendo le parti. Non saprei indurmi a credere che
„ dall’avere abbandonato codesto sistema di Vitruvio per ap¬„ -
pigliarsi al metodo di usare del modulo diviso in particelle
„sia derivato il decadimento dell' architettura. Direi piut¬„tosto -
che il difetto non è già per sua natura, ma sibbene
„per l'abuso che di esso metodo si faccia. Ed è altresi