CAPO II.
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del quale si possono colloçare due grossezze di
colonne, e in cui i plinti (1) delle basi eguagliano
in grandezza quello spazio, che v' è fra gli stessi
discoste, e ad essa corrisponde la latina dell'Alberti subconfertam. -
Veggasi la fig. 2. Tav. XV. Chi volesse poi un esempio -
nei monumenti, osservi il tempio rotondo, detto della Sibilla -
in Tivoli, distante circa diciotto miglia da Roma presso -
il fiume Aniene. Noi traemmo la Tav. 17. dalla succitata
Raccolta delle più insigni fabbriche di Roma, e presenta il
fianco di quel tempio verso ponente, ch’è la parte più conservata. -
Esso è un composto della forma dei peripteri e dei
monopteri; ma la proporzione dei suoi intercolunnj di due
diametri della colonna, nonchè quella fra l'altezza della colonna -
ed il suo diametro, lo dimostrano essere nella sua specie -
sistilo. Questo edifizio, che volgarmente vien detto della
Sibilla, fu dai dotti variamente denominato, e vi fu perhino chi
asseri essere stato un sepolcro dedicato a Lucio Gellio; i piu
accurati però lo attribuiscono a Vesta Madre, come riferisce
il succitato Visconti. Fra i tempj greci si può ritenere che
appartenga a questa specie quello dell'Eretteo, in quanto alla -
proporzione degl'intercolunnj, ma non già riguardo al rapporto -
fra il diametro della colonna e la sua altezza.
(1) Plinto è la parte inferiore della base (dal greco), e
vale mattone di forma quadrata: appunto per questa forma
la parte inferiore della base porta ancora il nome di plinto.
Spira è detto il basamento del piedestallo, o piuttosto i membri -
che contiene. La voce greca significa cosa che si giri circolarmente, -
e perciò dicesi spira la base d'una colonna. Sia
bd (Tav. XV. fig. 6.) la grossezza della colonna, ed rz, st
i due plinti che sporgano dal vivo del fusto per le quantità
me, ux, ne in modo che ciascuno di questi sporti eguagli la
quarta parte di bd; sarà quindi la grossezza del plinto di un
diametro e mezzo, l'intercolunnio di due diametri; quindi
lo spazio em fra i due plinti sarà di due diametri meno i
due sporti, cioè d'un diametro e mezzo come la grossezza
del plinto. Il Perrault disapprova questa base che sporga per
un quarto dell'imo scapo d'ambi 1 lati, ed osserva che non
la si riscontra in alcuno degli antichi monumenti, e che Vitruvio -
stesso nella base Jonica non l' adotta; ma si osservi
che molti degli antichi monumenti perirono; che la forma
da darsi alla base non è la sola Jonica, e che Vitruvio qui
parla della base conveniente ad una determinata specie di
tempj. Cosi il Poleni.