Volltext : Lib. III (3)

CAPO  1.
19
19.  Il  periptero  (1)  sarà  quello,  che  si  nel
la  facciata,  come  al  di  dietro,  avrà  sei  colonne,  ai
(1)  Veggasi  la  fig.  4  della  suddetta  Tav.  2.  Chi  volesse
poi  un  esempio  nell'antichità,  osservi  il  tempio  di  Teseo.  Lo
Stuart,  che  ne  riporta  le  forme,  dice  che  questo  tempio  Dorico -
  è  uno  dei  meglio  conservati  fra  gli  antichi,  costrutto  di
marmo  pentelico,  e  che  dà  un  esemplo  completo  del  periptero, -
  qual  lo  descrisse  Vitruvio,  offrendo  un  portico  di  sei  colonne -
  in  ciascuna  facciata,  ed  una  fila  di  undici  colonne  pet
ogni  lato.  Conviene  però  osservare,  che  nei  lati  si  contanc
undici  colonne,  quando  per  altro  si  escludano  le  angolari,
dovechè  Vitruvio  dice  espressamente,  che  in  quel  numero
anche  le  stesse  angolari  si  debbano  comprendere.  Questa  differenza -
  però  che  si  trova  in  quasi  tutti  i  tempj  greci,  e  di
cui  si  parlerà  nel  capo  3.  di  questo  libro,  non  fa  cangiare
la  forma  del  tempio;  e  perciò  con  lo  Stuart  e  col  Canina  si
può  ritenere  il  tempio  di  Teseo  siccome  un  vero  periptero.
Noi  lo  abbiamo  di  già  indicato  nel  Lib.  I.  pag.  59,  ove  nella -
  Tav.  5  lo  diemmo  siccome  esempio  di  scenografia.  La  sua
icnografia  si  riporta  qui  nella  Tay.  7,  in  cui  AA  rappresentano -
  le  due  facciate,  B  il  pronao  o  parte  anteriore  del  tempio, -
  aa  le  ante,  bb  le  colonne  che  separano  il  portico  dal
pronao,  cc  il  muro  che  separa  il  pronao  dalla  cella,  C  la  cella -
  stessa,  D  il  postico  o  facciata  posteriore,  EE  1  pteromi
ossiano  ale,  H  una  porta  che  oggi  dà  ingresso  nel  tempio.
Osserva  il  Canina,  che  da  una  parte  le  parastate  all'  estremità -
  delle  mura  formanti  la  cella  corrispondono  alla  terza
colonna  di  fianco,  e  che  perciò  le  facce  laterali  delle  medesime -
  hanno  la  stessa  dimensione  di  quelle  che  si  volgono  verso -
  il  prospetto;  lo  che  fa  supporre  che  da  questa  parte  fosse -
  il  pronao.
La  distanza  poi  dalle  colonne  al  muro  della  cella  è  un
po  maggiore  dell'  intercolunnio  prescritto  da  Vitruvio;  ma
ció  non  fa  caso  nell'  esecuzione  ;  anzi  questo  rimarcasi  in  tutti -
  i  tempj  di  piccole  dimensioni  per  rendere  più  spaziosi  i
portici  laterali.  La  Tav.  8.  ne  presenta  l'ortografia.
Molti  altri  tempj  peripteri  si  trovano  fra  gli  avanzi  dell'antichità, -
  che  più  o  meno  si  approssimano  alle  regole  vitruviane. -
  Quello  di  Nemesi  a  Ramnunte  d'ordine  Dorico  ha
nei  fianchi  il  numero  delle  colonne  doppio  di  quelle  che  sono -
  nella  facciata;  simile  è  quello  di  Giove  Panellenio  in  Egina. -
  Quello  di  Giove  Nemeo  in  Argo,  e  quello  di  Giunone
Lucina  in  Agrigento  corrispondono  nelle  proporzioni  à  quello -
  di  Teseo.  Quello  di  Minerva  a  Siracusa,  e  di  Nettuno  a
            
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