LIBRO III.
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do avrà nella facciata i pilastri delle pareti, chè
te della facciata), e che nel mezzo fra le ante stesse vi siano -
due colonne, ed indi venga soprapposto il frontespizio. Ora
inter antas non si può mai tradurre dinanzi alle ante, non
altra significazione avendo quell'inter se non di fra, tra, in;
bensi talvolta si trova posto nel senso dell' avverbio in luogo, -
ed in tal caso ti potrebbe dire che le colonne facessero
le veci delle ante che dovrebbero trovarsi nel mezzo lateralmente -
all' ingresso. In nessun caso però si può ritenere che
Vitruvio abbia inteso di porre queste colonne in fuori dinanzi -
alle ante di mezzo, perciocchè allora avrebbe nominati -
i due fastigi che necessariamente vi occorrono, invece d'indicarne -
un solo. Veggasi la fig. 1. Tav. 2. Un esempio poi
ne abbiamo in quel tempio Dorico, denominato di Temide,
i cui avanzi furono scoperti non ha molto dalla società dei
Dilettanti Inglesi (Antich. ined. dell'Attica cap. 7.) nell' antico -
borgo di Ramnunto nell'Attica, e che trovasi nello stesso -
recinto del tempio di Nemesi scoperto dalla medesima società. -
Le mura sono costrutte con pietre irregolari, val à dire -
secondo la forma antica, detta anche incerta e ciclopea.
Queste pietre si trovano levigate nella parte esterna e ben
connesse, ma affatto rozze nell'interno. All' ingresso si trovo
una statua mancante della testa e delle braccia, cha fu créduta -
quella della Dea, a cui era il tempio consacrato. Il rapporto -
della larghezza alla lunghezza in questo tempio, dietro -
le forme disegnate dal Canina nella sua Tav. 5., é quello
di m. 6,555 a m. 10, cioè prossimamente come 2:3. La
Tav. 9. ne presenta la pianta e l'alzato. Un altro esemplo si
avrebbe nel tempio Dorico, le cui rovine esistono a Mio città -
della Caria, riportato dalla società dei Dilettanti nelle Antichità -
Joniche part. 2., e dello stesso genere doveva essère
quello di Apollo Carteense ultimamente scoperto, come si ha
dal Lib. I. dei Viaggi in Grecia di Brondsted, senonché pare -
che dovesse avere più di due colonne tra le parastate.
Una varietà di questa specie si ha nel tempio di Diana Propilea -
in Eleusi, non differendo in altro che nell'avere le ante -
e le interposte colonne anche nella facciata posteriore, benchè -
da questa parte non vi fosse comunicazione colla cella,
come vedesi nella Tav. 3. che ne offre la icnografia, di cui
l'ortografia si ha nella Tav. 4. A ragione il Canina facendo
il confronto fra questo tempio e quello in ante, ed osservando -
esservi quasi la stessa relazione che fra il prostilo e l'anfiprostilo, -
dice che se quello in ante viene chiamato con voce -
greça in parastasin, quello di Diana Propilea potrebbesi -
analogamente chiamare anfiparastasin. La lunghezza di