CAPO I.
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n'abbia il piede e similmente altrettanti assi il denario -
di rame.
15. Se dunque avvenne che dagli articoli dell'uomo -
sia stato trovato il numero, e che dai
membri separati nasca una corrispondenza di misura -
della rata parte d'ognuno con tutto l'insieme -
del corpo, resta che noi prendiamo per modello -
coloro, 1 quali nell'erigere gli edifizj degli
Dei immortali ordinarono i membri delle opere in
guisa, che dalle proporzioni e dalle simmetrie, cosi -
separatamente come nel tutto, emergesse la
convenienza delle loro distribuzioni.
16. I principj de' tempj (1) sono quelli, dai
quali si compone l'aspetto delle figure; e primieramente -
è quello in antis che dai Greci si dice
naos en parastasin : poscia viene il prostilo, l'anfiprostilo, -
il periptero, lo pseudodiptero, il diptero, -
l' ipetro. Le loro forme si esprimono colle
seguenti ragioni. Il tempio sarà in antis, (2) quan¬(1) -
Ad esempio delle varietà dei tempj qui indicati da Vitruvio -
si cercò, per quanto fu possibile, di offrire monumenti -
antichi, ma non avendosi potuto rimarcare le volute proprietà, -
o corrispondendo queste soltanto in parte, si abbracciò -
nella Tav. 2. sotto forma dimostrativa le figure tutte der
varj tempj a seconda del testo vitruviano, e vi si diedero
nelle tavole susseguenti tutti quegli avanzi della rispettabile
antichità che potevano servire all'uopo, e che ci fu dato di
rinvenire.
(2) Male, a nostro credere, fu interpretato il passo di Vitruvio -
da quelli che supposero le pareti chiuse da quattro
ante, e che dinanzi alle due medie collocarono a qualche distanza -
due colonne, formando con esse una specie di pronao.
Vitruvio dice chiaramente, che il tempio porterà questo nome -
quando le ante delle pareti che circoscrivono la cella (val
a dire delle pareti laterali) siano in fronte, (cioè formino par¬