Volltext : Lib. III (3)

GIUNTA  V.
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„delle  città  lib.  1.  Cap.  5.  Altro  non  mi  sembra  che  voglia
„  indicare,  se  non  che  nello  scavare  per  gettarsi  le  fondamen¬„ta -
  d’una  fabbrica  di  gran  mole,  uopo  sia  giungere  non  so¬„ -
  lo  ad  uno  strato  sodo,  ma  assicurarsi  ancora  che  posi  sul
„  sodo  ;  e  perciò  limita  la  sua  proposizione  con  dire,  si
„queant  inveniri,  insegnando  inoltre  ciò  che  convien  farsi
„in  terreni  smossi  e  paludosi.
„Fatto  ciò,  egli  continua  a  prescrivere  che  dentro  vi  si
„alzi  un  muro  doppiamente  più  grosso  delle  colonne  che
„doyranno  soprapporsi.  Questo  muro  con  nome  greco  vien
„da  lui  chiamato  stereobato,  ma  siccome  deesi  fabbricare
„nello  stesso  terreno  scavato,  par  necessaria  una  piccola
„correzione  del  testo  leggendo  subterque  terram  invece
„di  supraque  terram;  altrimenti  non  avrebbe  luogo  l'e¬„spediente -
  proposto  per  risparmio  di  spesa,  quello  cioé  di
„formar  archi  di  fabbrica  in  quegl'  intervalli,  ove  non  sa¬„ranno -
  situate  colonne,  o  di  riempire  questo  spazio  di  pa¬„lizzate, -
  il  che  necessariamente  si  fa  sotto  terra.  Stabilite
„questo  muro,  o  tutto  solido,  o  con  gli  accennati  interstizj,
„da  considerarsi  sempre  come  il  fondamento  della  fabbrica,
;  ei  prosiegue  immediatamente  a  spiegare  :  costruite  in  tal
„  modo  le  fondamenta,  gli  stilobati  si  situeranno  a  livello  (si
„avverta  bene  a  questa  parola)  e  sopra  gli  stilobati  si  dispor¬„ranno -
  le  colonne.  Qual  vi  sia  differenza  tra  stereobato  e
„stilobato  egli  medesimo  il  dichiara.  Gli  stereobati  portano
„tutto  il  peso  della  fabbrica;  sono  le  sue  sostruzioni  e  fonda¬„ -
  menta  costruite  sotterra  ;  gli  stilobati  al  contrario,  agli  stereo¬„ -
  bati  soprapposti,  fanno  il  sostegno  inimediato  delle  co¬„ -
  lonne.  Gli  stilobati  ben  di  rado  possono  dinotare  i  piedistalli
„di  ciascuna  colonna  in  particolare,  consiston  bensi  essi,
„  non  meno  che  gli  stereobati,  massimamente  nell'ordine  Do¬„rico, -
  in  muri,  continuati,  i  quali  benché  si  costruiscano
„sopra  terra,  non  si  alzano  più  dello  stesso  piano  del
„tempio,  circondato  da  colonne,  e  di  questo  piano  essi  fan
„parte,  Quindi  dagli  stilobati,  senz'altro  frapporre,  Vitru¬„ -
  vio  passa  a  parlare  dei  gradini  che  girano  all'intorno,  ser¬„vendo -
  essi  principalmente  al  comodo  di  salir  al  suo  pla¬„ -
  no,  ed  insieme  per  un  qualche  lateral  rinforzo  dello  stes¬„so -
  stilobato.
            
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