Full text : Lib. III (3)

GIUNTA  v.
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A  queste  varie  maniere  di  vedere,  non  crediamo  fuor  de
proposito  il  riferire  sotto  quale  aspetto  prese  la  quistione  Gio,
Antonio  Selva,  trascrivendo  l'opinion  sua  quale  venne  pubblicata -
  nel  Maggio  del  1825  dal  sig.  Francesco  Lazzari  nella
Sezione  quinta  del  Bollettino  delle  Scienze  N.  5,  che  si  stampava -
  in  Venezia.
L’eruditissimo  architetto  Veneto  (dice  il  sig.  Lazzari),  Gio.
Antonio  Selva,  che  molto  si  era  occupato,  particolarmente
negli  ultimi  anni  di  sua  vita,  nello  studio  più  profondo  delle -
  teorie  dell'  arte  sua,  lasciò  in  morendo  molti  preziosi  manoscritti -
  oltre  ad  alcune  opere  da  lui  pubblicate,  dal  che  si
può  valutare,  com'  egli  conoscesse  questa  nobilissima  arte  in
ogni  sua  estesa  diramazione.
Fra  questi  manoscriti  si  rinvenne  una  memoria  intorno  ai
tanto  celebri  Scamilli  impares  di  Vitruvio,  della  di  cui  interpretazione -
  molti  dotti  si  son  occupati,  ma  finora  con  poco -
  contentamento  degli  architetti.  Colla  lusinga  di  far  cosa
grata  a  questi,  e  colla  brama  di  porgere  un  tributo  di  stima
al  Professor  sullodato,  ci  siam  risolti  di  renderla  di  pubblico
diritto,  riportandola  qui  per  intiero.
„A  qual  amatore  di  Vitruvio  noti  non  sono  gli  Scamilli
„impares,  da  lui  nominati  nel  3.  capo  del  libro  terzo,  e  nel
„9.  del  quinto?  E  chi  tra  loro  non  sa  che  le  varie  inter¬„pretazioni -
  proposte  da  diversi  autori  sono  state  tutte  tro¬„ -
  vate  poco  soddisfacenti?  Ei  medesimo  non  ha  creduto  do¬„verli -
  spiegare  più  accuratamente,  che  avendone  aggiunta
„in  fine  dell'opera  la  figura,  la  quale  però,  insieme  çon  le
„  altre,  disgraziatamente  si  è  perduta.
„Per  esporre  il  mio  sentimento  su  questi  Scamilli,  con¬„vienmi -
  essere  un  poco  lungo,  e  rimontar  insino  al  principio
„del  detto  capo  3,  ove  Vitruvio  comincia  a  parlare  delle
„fondamenta  de'  tempj  circondati  da  peristilio.  Per  piantar¬„le -
  con  ogni  sicurezza  vuol  egli  che  il  terreno  si  scavi
„primieramente  ad  una  profondità  proporzionata  all'  altezza,
„e  al  peso  dell'edifizio,  e  avverte  inoltre,  substructionis  fun¬„dationes -
  eorum  operum  fodiantur,  si  queant  inveniri,  ab
„solido  et  in  solidum.  Anche  queste  espressioni  parmi  che
„non  sempre  sieno  state  ben  intese,  benchè  il  nostro  scrit¬„tore -
  se  ne  fosse  servito  un'altra  volta  parlando  delle  mura
            
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