Full text : Lib. III (3)

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GIUNTA  V.
Degli  scamilli  impari.
ra  tutti  i  passi  oscuri  di  Vitruvio  l'oscurissimo,  a  nostro -
  credere,  è  quello  degli  scamilli  impari,  su  cui  sonosi  a
lungo  esercitate  le  menti  di  tutti  i  commentatori  e  di  tutti  gli
eruditi,  non  altro  però  facendo  che  esporre  più  o  meno  ingegnosamente -
  la  propria  opinione.  Nè  crediamo  noi  proprio
di  entrare  in  cosi  difficile  arringo  con  manifestare  il  nostro
particolar  pensamento;  tuttavolta  non  possiamo  in  un  commento -
  di  Vitruvio  ommettere  di  far  qualche  cenno  sopra  una  quistione -
  tanto  celebre  senza  taccia  di  negligenza.
Chi  volesse  pienamente  conoscere  quanto  di  meglio  sia
stato  immaginato  su  questo  proposito  dal  Cesariano  fino  allo -
  Stratico,  potrà  ricorrere  all'  Esercitazione  IV.  di  quest'  ultimo -
  nel  Vol.  III.  P.  I.  della  pag.  126  sino  alla  pag.  139.
Senonchè  dai  diversi  pareri  che  si  trovano  registrati  in  quella -
  Dissertazione  si  può  raccogliere,  che  per  la  maggior  parte -
  convengono  nel  considerare  i  piedistalli  siccome  sporgenti
o  rientranti  dal  rimanente  del  muro  che  costituisce  il  podio;
che  alcuni  vogliono  non  altro  essere  stati  gli  scamilli  che  i
cosi  detti  balaustri,  i  quali  occupavano  lo  spazio  degl'  intercolunnj; -
  che  altri  supposero  essere  stati  piccoli  plinti  frapposti
alla  base  della  colonna  ed  al  piedestilo;  che  si  credette  eziandio
essere  l'aggiunta  degli  scamilli  non  altro  che  la  forma  dei
piedistili  segnata  con  una  determinata  curva,  siccome  facevasi -
  çon  l'  entasi  nelle  colonne;  e  finalmente  che  lo  Stratico
immagina  il  piano,  su  cui  s'  innalza  l'edifizio,  non  essere  orizzontale, -
  per  cui  se  viene  cinto  di  gradinate,  il  numero  dei
gradini  nella  fronte  non  può  essere  ugnale  a  quello  nei  lati, -
  e  cosi  se  invece  per  tre  lati  si  faccia  il  poggiuolo,  convenga -
  orizzontare  il  piedistilo  in  modo,  che  per  mezzo  degli
scamilli  impari,  cioè  disuguali,  si  ottenga  lo  stesso  ellette  che
si  ottiene  per  mezzo  dei  gradini.
            
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