133
GIUNTA V.
Degli scamilli impari.
ra tutti i passi oscuri di Vitruvio l'oscurissimo, a nostro -
credere, è quello degli scamilli impari, su cui sonosi a
lungo esercitate le menti di tutti i commentatori e di tutti gli
eruditi, non altro però facendo che esporre più o meno ingegnosamente -
la propria opinione. Nè crediamo noi proprio
di entrare in cosi difficile arringo con manifestare il nostro
particolar pensamento; tuttavolta non possiamo in un commento -
di Vitruvio ommettere di far qualche cenno sopra una quistione -
tanto celebre senza taccia di negligenza.
Chi volesse pienamente conoscere quanto di meglio sia
stato immaginato su questo proposito dal Cesariano fino allo -
Stratico, potrà ricorrere all' Esercitazione IV. di quest' ultimo -
nel Vol. III. P. I. della pag. 126 sino alla pag. 139.
Senonchè dai diversi pareri che si trovano registrati in quella -
Dissertazione si può raccogliere, che per la maggior parte -
convengono nel considerare i piedistalli siccome sporgenti
o rientranti dal rimanente del muro che costituisce il podio;
che alcuni vogliono non altro essere stati gli scamilli che i
cosi detti balaustri, i quali occupavano lo spazio degl' intercolunnj; -
che altri supposero essere stati piccoli plinti frapposti
alla base della colonna ed al piedestilo; che si credette eziandio
essere l'aggiunta degli scamilli non altro che la forma dei
piedistili segnata con una determinata curva, siccome facevasi -
çon l' entasi nelle colonne; e finalmente che lo Stratico
immagina il piano, su cui s' innalza l'edifizio, non essere orizzontale, -
per cui se viene cinto di gradinate, il numero dei
gradini nella fronte non può essere ugnale a quello nei lati, -
e cosi se invece per tre lati si faccia il poggiuolo, convenga -
orizzontare il piedistilo in modo, che per mezzo degli
scamilli impari, cioè disuguali, si ottenga lo stesso ellette che
si ottiene per mezzo dei gradini.