GIUNTA IV.
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Gli antichi per togliere l' inconveniente delle volute angolari -
di presentare un diverso aspetto, secondo che vengono
osservate di fronte ovvero di fianco, immaginarono di costruirle -
nella direzione della diagonale dell'abaco. Un esempio -
di questa pratica, comune ai migliori edifizj jonici, si ha
nel tempio della Fortuna virile (Tav. XXXI.). In quello della -
Concordia invece tutte e quattro le volute sporgono in
modo che da ogni lato presentano lo stesso aspetto (Tav.
XXXII. fig. 2.). Anche le colonne interne del tempio di Apollo -
Epicurio se fossero staccate interamente dal muro presenterebbero -
in tutti e quattro gli angoli dei capitelli le volute, -
come si dice, a quattro aspetti; al che aggiungono la particolarità, -
che non si riscontra in altri monumenti, di essère
prive dei piumacci, e di avere la fascia che unisce le due
volute conformata superiormente in una curva dolce e continuata -
con quella che compone le volute stesse (Tav.XXXII.
fig. 5.). Alcuni però, essendovi questi e tanti altri esempj di
volute angolari nelle opere joniche dell'antichità, biasimano
i moderni maestri per avere alterato interamente il carattere -
distintivo del capitello jonico, facendo prendere alle volute -
una derivazione tutta diversa da quella ch’ è loro propria. -
Certo è che le volute dello Scamozzi nascenti da un
vase non si possono far procedere nè dalle chiome femminili, -
nè dall' abbigliatura della Dea Iside, nè dall'avvolgimento -
dei panni, come suppose il de Rossi, e come sembra naturalissimo; -
ma l'origine di quest'ornamento (qualunque essa -
sia) appunto perchè accidentale non deve obbligare l'archifetto -
ad una servile imitazione. Colpa gravissima sarebbe allorquando -
si alterassero le parti essenziali dell' edifizio, che
hanno un' origine naturale ed inalterabile; ma le parti accessorie -
si possono e si debbono alterare quando si creda di
riescire in meglio. Nè può supporsi che vi sia taluno, il quale -
volesse preferire il capitello del tempio di Apollo Epicurio -
allo scamozziano.
Anche i singoli membri della trabeazione variano nella
loro forma e nelle loro proporzioni. Nel tempio sull' Ilisso
l'altezza dell' architrave eguaglia quasi il diametro dell'imo
scapo (Tav. XXX.); in quello di Bacco a Teo, benché di
maggiori dimensioni, non giunge ai tre quarti (Tav. XXIX.);