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GIUNTA IV.
Dell' ordine Jonico.
perchè delle migliori innovazioni, che nelle arti e nelle -
scienze si fecero ai tempi che noi diciamo antichi, rimase
per lo più dimenticato in un coi nomi della maggior parte
de' loro ritrovatori ; onde chi volle rintracciare l'origine delle -
cose favoleggiò colla propria immaginazione, o seguendo
tradizioni che il tempo e l'ignoranza avevano per lor natura -
alterate. Prova non dubbia che accidentali circostanze,
od imprevedute osservazioni sbozzarono il più delle volte le
prime idee, le quali vennero poscia a lenti passi dalla matura -
riflessione di molti condotte a perfezione. A tal partito
si trovò più che ogni altra bell'arte l'architettura, siccome
quella che non poteva a suo piacimento moltiplicare lo opere -
sue. A ciò si aggiunga l'amor proprio, o per dir meglio,
la superbia della nostra specie, di volersi costituire siccome
tipo di ogni bella produzione, per cui pare che da essa non
solo l'arte, ma la stessa natura dovessero in tutto prendere
norma. Quindi gli atleti con le robuste proporzioni, le venerande -
matrone con la loro gravità, e con la dilicatezza le
vergini formose si vollero simboleggiate nelle varie maniere,
con cui si modellarono quei puntelli, che sorreggevano un
coperto a difesa degli uomini dalle intemperie ed a raccoglimento -
dei divoti per le loro pratiche religiose.
Ma qualora non si conoscano le vere cagioni, o conviene
abbandonar la ricerca, o limitarsi ad esaminare l'effetto, ammirandone -
la venustà, o condannandone la sconvenienza;
ovvero devesi risalire all' epoca, in cui si credono seguite le
scoperte e le innovazioni, disaminar l'indole de' tempi, le
opinioni, gli usi, e con sana mente decidere, o con la maggior -
verisimiglianza supporre. Non cosi certamente fece Vi¬VITRVVIO, -
Lib. III.