Full text : Lib. III (3)

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GIUNTA  IV.
Dell'  ordine  Jonico.
perchè  delle  migliori  innovazioni,  che  nelle  arti  e  nelle -
  scienze  si  fecero  ai  tempi  che  noi  diciamo  antichi,  rimase
per  lo  più  dimenticato  in  un  coi  nomi  della  maggior  parte
de'  loro  ritrovatori  ;  onde  chi  volle  rintracciare  l'origine  delle -
  cose  favoleggiò  colla  propria  immaginazione,  o  seguendo
tradizioni  che  il  tempo  e  l'ignoranza  avevano  per  lor  natura -
  alterate.  Prova  non  dubbia  che  accidentali  circostanze,
od  imprevedute  osservazioni  sbozzarono  il  più  delle  volte  le
prime  idee,  le  quali  vennero  poscia  a  lenti  passi  dalla  matura -
  riflessione  di  molti  condotte  a  perfezione.  A  tal  partito
si  trovò  più  che  ogni  altra  bell'arte  l'architettura,  siccome
quella  che  non  poteva  a  suo  piacimento  moltiplicare  lo  opere -
  sue.  A  ciò  si  aggiunga  l'amor  proprio,  o  per  dir  meglio,
la  superbia  della  nostra  specie,  di  volersi  costituire  siccome
tipo  di  ogni  bella  produzione,  per  cui  pare  che  da  essa  non
solo  l'arte,  ma  la  stessa  natura  dovessero  in  tutto  prendere
norma.  Quindi  gli  atleti  con  le  robuste  proporzioni,  le  venerande -
  matrone  con  la  loro  gravità,  e  con  la  dilicatezza  le
vergini  formose  si  vollero  simboleggiate  nelle  varie  maniere,
con  cui  si  modellarono  quei  puntelli,  che  sorreggevano  un
coperto  a  difesa  degli  uomini  dalle  intemperie  ed  a  raccoglimento -
  dei  divoti  per  le  loro  pratiche  religiose.
Ma  qualora  non  si  conoscano  le  vere  cagioni,  o  conviene
abbandonar  la  ricerca,  o  limitarsi  ad  esaminare  l'effetto,  ammirandone -
  la  venustà,  o  condannandone  la  sconvenienza;
ovvero  devesi  risalire  all'  epoca,  in  cui  si  credono  seguite  le
scoperte  e  le  innovazioni,  disaminar  l'indole  de'  tempi,  le
opinioni,  gli  usi,  e  con  sana  mente  decidere,  o  con  la  maggior -
  verisimiglianza  supporre.  Non  cosi  certamente  fece  Vi¬VITRVVIO, -
  Lib.  III.
            
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