GIUNTA 111.
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gli eruditi variamente ragionano, pare con molta probabilità
essere venuta dall' Egitto, d' onde taluni fanno procedere tutti -
i principali membri architettonici; e ne fa di ciò quasi
certi quel tronco di colonna che tuttora sussiste nel tempio
di Tebe Karnak, il quale molto si avvicina nelle proporzioni, -
e più ancora nella forma delle scannellature, alle colonne -
doriche della Grecia. Il Ginesi dice che gli steli delle foglie -
sacre, che ornavano il capitello scendendo sul fusto della -
colonna, suggerirono forse la prima idea delle scannellature, -
e convalida questa congettura osservando che in quasi
tutte le colonne antiche trovasi scannellato anche il collarino.
ed il fusto della colonna soltanto sino ad un certo punto,
La qual particolarità si riscontra nel tempio di Apollo a Delo, -
ove le scannellature sono in cima del fusto e discendono
per un certo intervallo perdendosi, a detta del Conte Caylus, -
nel fusto medesimo. Noi osservammo altresi nel monumento -
di Lisicrate che le scannellature vanno a terminare
sotto il capitello in forma di foglie: ciò potrebbe convalidare
la congettura del Ginesi. E degno però di rimarco il vedere -
che le scannellature non furono praticate che nel senso
delle vene del legno.
Qualunque sia poi l'origine, noi già dicemmo nelle annotazioni -
del Lib. III. che di tre maniere si formano le scannellature, -
o semplicemente indicandole, per cui le colonne
compariscono poligone, od escavandole in modo che la separazione -
da un canale all'altro si formi con un angolo acutissimo, -
o facendo che questa separazione consti di un pianuzzo -
o listello. La prima di queste maniere non altro esige -
che d'inscrivere nella circonferenza che rappresenta la base -
della colonna un poligono di un numero di lati eguale a
quello delle scannellature, e dal vertice di ciascun angolo di
questo poligono innalzar tante perpendicolari lungo il fusto
della colonna. Ciò non si può propriamente chiamare scannellatura. -
sei angoli, ne risulta una a dodici facce, e finalmente con una terza risezione -
si avrà la superficie del solido a ventiquattro facce. In seguito poi si
ridussero quelle facce ad acquistare maggior grazia con iscavarvi altrettanti -
solchi.