GIUNTA 1.
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essi sono nella loro originaria natura, e in gran parte nella
prima infanzia di quelle arti, senza delle quali non può in
alcun modo sostentarsi la vita. La successione di tanti secoli
senza che siensi que’ popoli neppure istradati in quel genere
di coltura, a cui pervennero le antiche conosciute nazioni, fa
supporre, che anco prima dello stabilimento della certezza istorica -
fra di queste sia precorso lunghissimo tempo allo sviluppo
dell'umana industria. Il fatto narrato da Vitruvio sulla invenzione -
del fuoco e su quella delle lingue può considerarsi come
un apologo. L'autore non filosofò esattamente sull'indole dell'umana -
natura, facendo precedere alla formazione del linguaggio
il ritrovamento del fuoco. Quando gli uomini videro quell'oggetto, -
in loro era già introdotto l'uso della parola. Diremo
col de Brosses (Form. mech. des Lang.) e col Cesarotti
(Saggio della Filosofia delle lingue) „che l' uomo porta se¬„co -
dalla natura una lingua incoata, e in un certo senso
„uniforme, la quale serve di base comune all'immensa fa¬„miglia -
di tutte le lingue dell' universo. Coll'ajuto di questa
„lingua disegnarono coll'espressione del suono naturale i no¬„mi -
di tutti gli oggetti, dagli usi dei quali derivarono le arti".
Questa verità su riconosciuta particolarmente da tutti i viaggiatori -
filosofi, che scopersero terre sconosciute ed abitatori
interamente selvaggi. Essi trovarono uomini parlanti e viventi -
in comune che non conoscevano l'uso del suoco, Plinio -
stesso (lib. VI. c. 30.) afferma, che alcune nazioni prima -
del tempo di Tolomeo Laturo erano in tale ignoranza,
Nelle isole Mariane scoperte da Magellano nel 1521 non si trovo -
vestigio di fuoco, quantunque que' selvaggi sapessero tanto -
parlare, chè avendo Magellano appiccala la fiamma alle
loro case, vedendo la rapida e terribile violenza dell' incendio -
e credendolo un animale, esprimendosi con parole, suggivano -
esclamando che aveano paura d' essere da esso
morsicati (Stor. delle Isol. Mariane lib. II. descritta dal
P. le Gobien, e pubblicata l'anno 1699). A giustificare pero -
l'opinione degli antichi accettata da Vitruvio, cioé che il
fuoco sia nato dalla confricazione, e per non deviare dallo
scopo d'introdurre nell'opera tuttociò che le scienze possono -
somministrarci di ajuto per giungere alle più probabili
congetture sulle origini delle umane invenzioni ripeteremo la