CAPO IX.
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fuggendo dall'umido resiste e si torce e produce
fessure nelle opere, nelle quali è adoperata. Ma
l'ischio (1), essendo temperato di tutti 1 principi,
è utilissimo negli edifizj; quando però si mette
nell' acqua ricevendo pei fori internamente il liquore, -
scacciatine il fuoco e l'aria, per l'azione
della potenza acquosa si guasta.
54. Il cerro (2) e il faggio (3), i quali hanno -
un eguale mistura d'umore, di fuoco, di terra -
e moltissim' aria, per le aperture dei pori ricevendo -
dentro T umido, in poco tempo marcisco¬Dopo -
tuttociò noi conchiuderemo 1. che le nostre osservazioni
c'inclinano a quei moderni, che preferiscono la quercia ad
ogn' altro legno nella costruzione di vasti e robusti edifizi;
2. che alle due classi di querce indicate dall' autore tedesco
corrispondono le due classi notate dal Duhamel, cioè la quercia, -
che conserva le foglie sempre verdi, detta comunemente
elce, o leccio (quercus ilex), e la quercia bianca, che in autunno -
perde le foglie (quercus latifolia, quae brevi pediculo -
est).
(1) Siamo in dubbio, se per quest' albero, detto in latino
esculus, debba intendersi l' esculus di Plinio (quercus esculus. -
L.), oppure qualche altra specie di quercia.
(2) Probabilmente la specie quercus cerrus. L., che cresce
ne'luoghi montuosi e petrosi dell' Europa australe.
(3) Lo chiamano i botanici (fagus silvatica). Noi volgarmente -
lo diciamo faghero. Nota il Duhamel, essersi osservato -
che quando i giovinetti rami del faggio s' incurvano verso -
terra, l'albero ha molto vigore. Esso giunge a molta grandezza: -
il suò legno è tinto alquanto di color brunetto, e sparso
di vene sottili e rossicce. Il migliore è riputato quello, lungo
il tronco del quale si veggono delle costole rassomiglianti
ad ellissi bislunghe. Il più difettoso è quello, che ha la corteccia -
rossa da una parte, il qual difetto si suppone derivare -
dall'essere quella parte troppo cotta dal sole. Si usa in
ogni genere di mobile; ed anco per remi da navigazione: ma
poco ne' lavori d' architettura. Di poco valore negli edifizj lo
considera eziandio l'Accum, il quale però per gli altri lavo¬VITRUVIO, -
Lib. 11.