Full text : Lib. II (2)

LIBRO  II.
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sa  essendo  d'acqua,  d'aria  e  di  fuoco,  quando
s'infossa  nelle  fabbriche  sotterranee  non  ha  più
fine,  perchè  quando  è  al  contatto  dell'  acqua  non
avendo  essa  aperture  di  pori,  stante  la  sua  densità, -
  non  può  in  sè  ricevere  il  liquido,  ma  quasi
per  la  sua  persezione  ci  vogliono  molti  anni  di  tempo,  dopo
il  momento  del  taglio;  onde  non  deesi  adoperare  in  quegli
edifizj,  ove  il  curvarsi  del  medesimo  potesse  essere  svantaggioso. -
  Pei  lavori  di  macchine,  o  di  stromenti,  ov'  è  necessaria -
  la  positura  orizzontale,  debbono  preferirsi  a  questo
i  legni  resinosi.  Per  lavori  verticali  poi  e  perpendicolari  è  assai -
  atto,  come  pure  per  le  opere  che  domandano  curvatura. -
  Per  le  costruzioni  navali  è  massimo  in  eccellenza.  Un  pie
de  cubico  di  questo  legno  pesa  dalle  26  alle  28  libb.  metr.
L'altra  quercia  indicata  dallo  stesso  autore,  è  detta  quercia -
  d'inverno  (quercus  robur).  Le  foglie  di  questa  germogliano -
  più  tardi  della  quercia  femmina;  si  distingue  facilmente -
  dall'altra  per  le  ghiande  che  appariscono  quasi  congiunte -
  ai  ramicelli;  essendo  i  loro  manichi,  stante  l'eccessiva
cortezza,  appena  visibili.  Le  dette  ghiande  hanno  una  forma
circolare,  e  nascono  la  maggior  parte  unite  a  due,  e  a  quattro, -
  ed  anche  fino  a  12.  Sono  alla  lor  perfezione  dall'età  di
200  anni  fino  ai  250.  L'albero  cresce  da  80  a  120  piedi  in
altezza;  da  6  fino  a  20  piedi  in  grossezza.  Il  color  del  legno  è
un  bruno  che  inclina  al  rosso;  ed  è  più  corruttibile  della  quercia -
  femmina:  si  usa  nello  stesso  genere  de'  lavori  dell'altra.
Un  piede  cubico  di  questo  leguo  asciutto  pesa  dalle  22  fino
alle  28  libbre  metriche.
Or  tornando  a  Vitruvio,  ed  osservando  com'egli  prima
d'ogni  altro  parla  in  questo  luogo  dei  pregi  della  quercia,
ci  sembra  che  a  torto  la  Revista  Enciclopedica  si  esprima,
che  Vitruvio  non  fa  parola  della  quercia,  benché  numerose
varietà  di  quest'  albero  coprano  l'Apennino,  per  cui  pare  che
à  quei  tempi  non  se  ne  facesse  uso  nella  civile  architettura.
Bensi  fu  osservato  a  ragione  che  gli  architetti  antichi  la  teneano
in  minor  pregio  che  non  la  tengono  i  moderni,  poichè  questi
la  innalzano  sopra  ogni  altro  albero,  dovechè  da  quelli,  come -
  osserva  Vitruvio,  si  credeva  essere  ottima  la  quercia  e
di  un  eterna  durata  sotto  acqua,  ma  però  dannosa  nelle  opere -
  all'asciutto,  nelle  quali  si  torce  e  fa  screpolare  le  opere
Stesse.
            
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