LIBRO II.
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si guasti la qualità del legno. Quando l'albero
sarà secco e senza gocce, si abbatta, e sara ottimo -
all'opera.
50. E che cosi sia la cosa, si può osservare
eziandio negli arbusti. Questi, quando a suo tempo -
traforati al basso si castrano, tramandano dalle -
midolle pei buchi l'umore esuberante e vizioso, -
e cosi disseccando acquistano diuturnità. Ma
quegli umori, che non hanno uscita dagli alberi, sovrabbondando -
al di dentro marciscono e li fanno -
vani e viziosi. Onde se in piedi e vivi seccandosi -
invecchiano, certamente che quando s' atterrano -
per metterli in opera, purchè sieno stati
nella detta maniera curati, potranno essere utilissimi -
per la durata degli edifizj.
51. Alcuni alberi poi hanno certe qualità dissimili -
e discrepanti fra loro, come la quercia,
l'olmo, il pioppo, il cipresso, l'abete ed altri che
sono di grandissimo uso negli edifizj. Perchè non
possono lo stesso la quercia e l'abete, il cipresso e
l'olmo; nè gli altri pure hanno fra loro conformità -
di natura, ma ciaschedun genere, secondo
le proprietà de respettivi principj, giova ad apportare -
diversi generi di effetti nelle opere. E prima -
di tutto l'abete (1), che abbonda di aria e
(1) Sartorelli nella sua opera degli alberi indigeni dell'Italia
superiore dice, che il legno dell'abete è leggiero, bianco, fissile, -
di poca durata all' umido, capace di ricevere soltanto un
pulimento grossolano, poco resinoso, facile a lavorarsi, e ad
essere roso dal tarlo. Aggiunge, che non prima dell' età di