CAPO VIII.
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celle sono di mattone, benchè al di fuori dell'edifizio -
vi sono architravi e colonne di pietra.
In Italia ad Arezzo (1) un muro antico d'egregio -
lavoro. Presso i Tralli una casa fatta dai Re
Attalici, la quale sempre si dà ad abitare a colui -
ch è investito del Sacerdozio della città. Cosi -
a Lacedemone da certe pareti nel segare i
mattoni si recisero anche alcune pitture, che rinchiuse -
in casse di legno furono trasportate nel
comizio per ornamento dell'edilità di Varrone e di
Murena. La casa di Creso, che i Sardiani dedicarono -
al riposo de cittadini avanzati in età, e che come -
collegio de Seniori chiamaron Gerusia. Parimente -
in Alicarnasso la casa di Mausolo re potentissimo -
ornata tutta quanta di marmo Proconessio,
ha però i muri costrutti di mattone, i quali anche
al di d'oggi fan mostra d'egregia solidità; oltre che
la politura degl'intonachi mantiene tal lucentezza da
gareggiare col vetro. Nè è da dirsi che quel re
abbia ciò fatto per povertà; essendo egli pieno
d'immensi tributi di tutta la Caria, alla quale
imperava. Che poi egli fosse acuto ed ingegnoso
nell'innalzare edifizj, si può argomentare da questo. -
Nato egli a Milasi, e considerando in Alicarnasso -
esservi un luogo naturalmente fortilicato,
(1) Plinio vi aggiunge anche Meviana, ch'è un castello
dell' Umbria, ora Ducato di Spoleto, sulla strada Flaminia
alle radici di quel colle, su cui è situato Falco rimpetto al
Trivio che Virgilio chiama Metusca, Marziale Trebula, e Servio -
Trebia. Arezzo però, antichissima città degli Etrusci,
confermò il suo nome. FILANDRO.
VITRUVIO, Lib. 11.