LIBRO II.
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le fabbriche coperte sostentano il peso; ma se siano -
ne' luoghi scoperti, predominati dalle brine e
dai gelicidj si sfarinano e si disciolgono: e cosi
pure lungo le spiaggie marittime corrösi dalla salsuggine -
si consumano, nè possono resistere agli
sbattimenti dell' onde.
29. Ma le Tiburtine e quelle dello stesso genere -
sopportano le ingiurie dei pesi e delle stagioni, -
e solamente non possono salvarsi dal fuoco -
(1), talchè appena tocche da quello scoppiano
e si distruggono, avendó per naturale temperatura -
poco umido e poca terra, e invece moltissima
aria e moltissimo fuoco. Poichè dunque v è in esse -
minor quantità d'umore e di terra, il fuoco
coll' azione violenta del vapore, scacciatane l'aria,
s'addentra, ed occupando il vuoto dei meati, fer
ve e le arroventa al paro di sè medesimo.
30. Molte petraje vi sono pure nei confini
dei Tarquiniensi (2), che chiamansi Aniziane (3).
(1) Quasi tutte le pietre sottoposte all'azione del fuoco
si spezzano o si sfogliano, e se questo è di grande veemenza,
si riducono in calce od in vetro. Ve ne sono però alcune
specie o varietà, le quali resistono più a lungo alla violenza
del fuoco, e delle quali si fa uso particolarmente nei cammini -
e nei forni. STRAT.
(2) Popoli fra la Etruria e Roma presso al lago Vulsinio, -
ove trovavasi la prefettura Statoniense.
(3) Evvi in Italia un fiume detto Anizia che nasce dall'Apennino, -
e divide il Parmigiano dal Modenese. Ma non
pare che Vitruvio voglia parlar di quel luogo, dicendo che
le cave di quelle pietre si trovano particolarmente presso il
lago Vulsiniense. Nessuno però degl' interpreti di Vitruvio,
nè di Plinio determinò questo luogo delle petraje Aniziane,
dalle quali si avessero pietre che non soffrono nè alle intemperie -
nè al fuoco. Cosi lo Stratico.