LIBRO II.
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no in fabbrica non possono tenere insieme i cementi, -
i quali si sconnettono e cadono, e in conseguenza -
i muri non possono sostenere i pesi. Ma
quelle scavate di fresco, le quali sono tanto buone -
per le fabbricazioni, non sono però si utili per
gl'intonachi, perchè, stante la sua grassezza, la
calce, a cui si meschia la paglia, per la grande
veemenza non può seccarsi senza screpolature:
all' incontro la fluviale, per la sua magrezza, come -
il signino (1) sotto i colpi de'mazzapicchi (2)
negl intonachi acquista solidità.
(1) Il Barbaro traduce Astraco. Come fosse composto, lo
spiega chiaramente Plinio nel Lib. XXXV. cap. 12., quando
dice che infranti alcuni mattoni cotti, e frammistavi della calce,
si ha ciò che chiamasi signino. Del signino fanno menzione
Palladio, Columella, Cassiodoro ed altri, ma niuno di essi,
dice il Poleni, insegna come s'abbia a fare quella composizione. -
1 Francesi la dicono ciment, e come tale sarebbe appunto -
un miscuglio di mattoni pesti con calce invece di sabbia, -
per formar un cemento più forte, da adoprarsi particolarmente -
nelle costruzioni sott'acqua, ove non si voglia sottostare -
al grave dispendio della pozzolana. Con voce italiana
questo cemento dicesi calcistruzzo. Ma Vitruvio vuole che l'arena -
fluviatica per la sua magrezza, a somiglianza del signino,
sia buona negl'intonachi ; quindi noi crederemmo che il signino -
non fosse altro che la polvere che risulta dai mattoni
pesti, e che si usava come oggidi invece di sabbia, perché
fa maggior presa. Tal nome fu dato a questa polvere dagli
abitanti di Segni città dei Volsci, che furono i primi a farne
uso. — Altri suppougono che il signino fosse quello che oggi -
dicesi terrazzo, forse perchè gli abitanti di Segni adoprarono -
i mattoni pesti prima che in altra opera a formar i pavimenti -
levigati.
(2) Variano gl'interpreti sulla denominazione latina di questa -
macchina Noi ne daremo ragione nel testo che pubblicheremô -
in fine dell'opera. Secondo il nostro parere doyrebbesi
usare nell'italiano la parola jaculi, corrispondente alla lez.
jaculorum, che adotteremo dietro il fondamento di alcuni de
piu reputati codici e d'uno spezialmente esaminato dal Mu¬