LIBRO II.
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za umida di penetrare nel corpo, di qualunque
peso ella sia, è costretta dalla natura delle cose,
come la pomice, a galleggiare sull acqua. Onde
tali mattoni sono di grandissima utilità, si perché
non sono troppo pesanti nelle fabbriche, si perchè -
quando si mettono in opera non sono dalle
intemperie disfatti.
CAPO IV.
Dell' Arena
19. Delle fabbriche cementizie (1) deesi in
primo luogo aver cura di trovar l'arena (2), che
sia atta al mescolamento della materia, e che non
sia commista alla terra. I generi dell' arena fossile -
sono la nera, la bianca, la rossa e il carboncolo. -
Fra tutte sarà ottima quella, che sfregata
colle mani, cigola (3) : quella, ch'è terrosa, manca
(1) Queste costruzioni si componevano di malta e di pietra -
o mattoni ridotti in pezzi di qualunque figura, cui si dava -
il nome generico di cementi. Di tal guisa si fabbricavano
dagli antichi specialmente le sustruzioni che si facevano nell'acqua. -
Gli avanzi che si hanno mostrano che i sassi, di cui si
componevano, non eccedevano il peso di tre libbre, ed erano -
talmente disposti nella malta, che venivano in confronte
di questa ad occupare uno spazio doppio. Taluni vogliono
che il muro incerto, di cui si parla nel capo 8.° di questo
libro, non fosse che una costruzione cementizia, in cui i materiali -
venissero disposti come sopra, e come si può vedere
nell'esempio ivi recato con la tavola 3. fig. A. Noi però portiamo -
diversa opinione, che esporremo nel citato capo.
(2) Si vegga la Giunta quarta.
(3) Cosi bene il Barbaro. Il Galiani scroscia.