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GIUNTA VII.
te, rassomigliando essi, dice Leman, agli alberi, i quali secondo -
i sensi in cui si tagliano presentano altrettanti disegni -
più o meno aggradevoli.
Si riducano poi i marmi col torno o colla sega, e vi s'impieghino -
o le forze dirette degli uomini, od apposite macchine. -
Questo secondo metodo però è più economico e più esatto. -
Nel tornirli o segarli si fa uso di minutissima sabbia
umettata; indi si strofinano con mattoni perché la superficie -
acquisti una maggior eguaglianza, e si lisciano dopo con
pietra pomice se il colore del marmo è pallido; ovvero, se
à colorato, con una massa di piombo foracchiato nella parte -
che deve toccare il marmo e con smeriglio umettato. Quando -
comincia cosi il marmo ad acquistare un po' di lucido,
si forma un miscuglio di due parti di limatura di piombo
ed una di allume, con cui si strofina il marmo facendo uso
di pannolini candidi; e quando si approssima al suo pulimento -
vi si aggiunge a quel miscuglio dello stagno calcinato -
e si continua a strosinare con pannolini finchè abbia acquistato -
il massimo lucido. Pel marmo bianco invece dello
stagno si usa una polvere formata dalla calcinazione delle
ossa, e pel marmo rosso tripolo fino.
Taluno s'accinse a colorare il marmo bianco, e vi riusci,
ma con danno della sua solidità; altri trovarono il modo di
dipingere sul marmo ogni qualunque figura ed ornamento:
finalmente si fecero anche marmi artificiali impastando gesso
çon acqua di colla, e spargendovi sopra polvere finissima di
scagliola stemprata pure nell' acqua di colla con terra di qua
lunque colore ; e disseccato che sia questo composto si strofina -
con sabbia, indi con pomice ed acqua, ed infine con
olio.