Volltext : Lib. II (2)

GIUNTA  V.
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Calcinata  che  sia  questa  pietra  ed  esposta  all'aria,  si  riduce -
  presto  in  polvere,  ed  allora  chiamasi  calce  spenta;  effetto -
  che  può  ottenersi  immediatamente  collo  spargervi  sopra -
  dell'acqua,  la  quale  viene  assorbita  con  avidità  sviluppandosi -
  ad  un  tempo  una  prodigiosa  quantità  di  calorico.
La  calce  spenta  non  è  altro  che  una  combinazione  di
calce  e  di  acqua  nel  rapporto  di  53  parti  della  prima,  e  17
della  seconda  ;  dalla  qual  combinazione  risulta  una  massa
solida  coerente,  che  viene  con  voce  chimica  appellata  idrato -
  di  calce,  il  quale  con  una  lunga  esposizione  all'aria  ritorna -
  carbonato  di  calce  venendo  scacciata  l'acqua  dal  gas  acido -
  carbonico  che  entra  in  suo  luogo.
Viene  il  carbonato  di  calce  impiegato  a  diversi  usi  nel
commercio,  nell'economia  domestica,  nell'  agricoltura;  ma  il
più  generale  ed  importante  è  quello,  ridotto  che  sia  allo  stato -
  d'idrato,  di  servir  di  base  a  qualunque  cemento  necessasario -
  a  collegare  fra  loro  le  pietre  nella  costruzione  degli
edifizj.  Le  varietà  di  questo  minerale,  da  cui  si  può  trarre
la  calce  vivâ  comunemente  adoprata  nelle  arti,  si  chiamano
pietre  da  calce;  ma  non  tutte  però  si  prestano  egualmente
a  tal  uopo.  La  migliore  senza  dubbio  sarebbe  il  marmo  bianco, -
  se  non  fosse  molto  raro  per  destinarlo  a  questo  uso;  quella
però  che  le  cede  di  poco  è  il  carbonato  di  calce  compatto
grigio.  La  natura  oltre  alle  pietre  da  calce  somministra  per
ottenerne  di  ottima  qualità  tutte  le  conchiglie,  i  nicchi  marini, -
  i  testacei,  come  abbiamo  l'esempio  in  Olanda,  ed  anche -
  le  madrepore  come  si  usa  in  alcune  isole  dell'Africa.
Oltre  a  ciò  tutte  le  parti  dure  degli  animali  come  gusci,  ossa, -
  corna  possono  somministrar  calce  viva.
Gli  operai  che  fanno  uso  continuo  della  calce  la  distinguono -
  in  due  specie,  chiamandola  grassa  e  magra.  La  prima -
  calcinata  che  sia  ed  indi  spenta,  o  col  lasciarla  esposta
all'aria  o  per  immersione,  occupa  un  volume  doppio  di  prima, -
  e  non  lascia  alcun  residuo  nella  sua  dissoluzione.  La
seconda  non  aumenta  il  suo  volume  nell'immersione  che  di
un  quarto  o  di  un  terzo,  o  tutto  al  più  di  una  metà  ;  la
qual  dissoluzione  è  incompleta;  e  le  pietre  che  la  somministrano -
  richiedono  per  calcinarsi  un  tempo  quasi  doppio  di
quello  ehe  abbisogna  per  le  pietre  calcari  di  calce  grassa.  I
VITRUVIO,  Lib.  11.
            
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