Full text : Lib. II (2)

GIUNTA  111.
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con  quella  stessa  cura  che  si  prende  per  incorporare  la  sabbia -
  çon  la  calce.  Ora  frammischiando  l'arena  all'argilla  conviene -
  di  necessità  manipolarla  perchè  vi  s'incorpori;  manipolandola -
  riesce  più  pastosa;  quindi  la  sua  miglior  riuscita
si  attribuisce  ai  principj  che  la  compongono,  quando  invece
non  dipende  che  da  una  semplice  meccanica  operazione.
Ed  appunto  dal  trascurar  che  si  fa  quell'  operazione  meccanica -
  risulta  la  minor  consistenza  dei  nostri  mattoni  in  confronto -
  degli  antichi;  poichè  estratta  l'argilla  poco  o  nulla  si
maneggia  prima  di  ridurla  alla  forma  determinata.  Ma  quelli -
  che  ci  lasciarono  edifizi,  i  quali  contano  secoli  e  secoli,  la
maceravano,  anzi  sembra  che  la  stemprassero,  e  poscia  la  facessero -
  passare  per  uno  staccio  onde  togliervi  tutte  le  parti
eterogenee,  e  cosi  depurata  la  riducevano  siccome  una  pasta, -
  come  si  può  vedere  nei  mattoni  che  si  ricavano  dalle
loro  fabbriche,  i  quali  spezzati  presentano  in  tutta  la  loro
massa  una  sorprendente  continuità,  come  se  risultassero  da
una  sostanza  farinacea  (1).  Ma  quelli  medesimi  che  amano
di  frammischiare  l’arena  all'argilla  accordano  poi  col  fatto
nella  nostra  opinione,  quando  nella  formazion  delle  tegole,
le  quali  non  sono  che  mattoni  ridotti  all'ultima  perfezione,
proibiscono  assolutamente  quel  miscuglio.
Per  conoscere  poi  praticamente  l'argilla  che  meglio  si
presta  a  questo  uopo,  si  osservi  se  è  cedevole  a  qualunque  impressione -
  che  in  essa  formisi,  se  inumidita  si  attacca  ai  corpi, -
  e  se  attaccata  vi  si  richiede  una  forza  notabile  per  distaccarla. -
  Ma  la  miglior  esperienza,  dice  il  (Milizia,  è  quella
di  far  un  mattone  e  di  osservarne  il  successo.
Trovata  adunque  la  terra  che  si  giudica  atta  a  questa
operazione,  sarà  prudente  consiglio  l'estrarla  nel  tempo  autunnale, -
  e  lasciarla  tutto  l'inverno  susseguente  esposta  alle
intemperie,  poichè  assorbendo  avidamente  l'acqua  dalle  piog
gie,  indi  gelandosi  ed  aumentando  di  volume,  poi  disgelan¬(1) -
  Questo  fu  osservato  anche  recentemente  in  Padova  negli  scavi  dell'aja, -
  su  cui  fu  eretta  la  fabbrica  Pedrocchi,  nella  ricostruzione  del  Ponte
denominato  dei  Molini,  nelle  circostanti  terme  Euganee  di  S.  Pietro
Montagnon,  di  monte  Grotto,  ed  in  altri  luoghi,  dal  nostro  amico  l'  ingegnere -
  Bortolo  D.  Franceschini,  dalle  cui  molte  cognizioni  nella  parte  pratica -
  degli  edifizj  traemmo  non  poche  volte  profitto.
            
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