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GIUNTA III.
Dei mattoni.
fuor di dubbio che gli antichi preferirono ben vo¬„lentieri -
l'uso dei mattoni a quello delle pietre: ed io pen¬„so, -
che la necessità e la mancanza delle cose abbiano in¬„dotto -
gli uomini ad erigere fabbriche laterizie, e che dal-„l'osservare -
poi quanto quel genere di costruzione rie¬„sça -
facile nell'eseguirsi, comodo ai bisogni, grazioso all'a¬„spetto, -
saldo e durevolé eternamente, abbiano continuato
„ad impiegarlo non solo nelle comuni abitazioni, ma be¬„nanche -
nei palazzi dei re. Ed avendo finalmente conosciu-„to, -
o dal caso o per forza di ragionamento, come il fuoco
„giovasse a consolidar quei mattoni, si perseverò dovunque
„ad erigere gli edifizj di cotto. E da quanto osservai nelle
„ antichissime costruzioni, oso dire, che per qualunque fab¬„brica, -
qualunque sia l'uso, cui si voglia destinare, nulla
„ può trovarsi più adatto dei mattoni cotti, quando nel for¬„marli -
e nel cuocerli si adopri tutta la necessaria diligen¬„za -
”. Cosi parla Leon Battista Alberti nel suo Lib. II., e
le sue parole, mostrando di qual importanza sieno questi materiali, -
fanno conoscere ad un tempo, che somma dev'essere
la cura nel procurarli.
Noi pertanto, ritenendo essere stato detto da Vitruvio ciò
che basta intorno alla formazione dei mattoni crudi disseccati -
all'aria, raccoglieremo per quanto sia possibile ciò che
riguarda alla formazione dei mattoni cotti, l'uso dei quali
rimonta ad un' epoca antichissima, come si ha dalle storie e
dai monumenti che tuttora sussistono, per cui veggiamo che
le mura della stessa Babilonia e la maggior parte delle fabbriche -
d'Egitto, dell' Asia, di Grecia e di Roma erano di
questa specie di costruzione.
La terra atta a formare queste pietre artificiali è l' argilla, -
la quale sarà tanto migliore quant'è più pura, cioè quanto -
maggiore sarà rispetto alla sua massa la quantità dell'allumina -
che ne forma la base. Taluni seguendo Vitruvio dis¬