GIUNTA 11.
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degl' imponderati detto magnetismo, e il quale si crede ora
sparso per tutto il globo terrestre, agente in ispecial modo
sopra alcune sostanze, e proprio in maggior o minor grado
di tutti i corpi della natura (1). Il magnetismo però e l'elettricità -
hanno una sorprendente analogia; quindi uno stess0 -
principio esser potrebbe la causa dei loro fenomeni. Cosi
la pensano alcuni fisici dei nostri giorni dietro le molte sperienze -
e i molti istituiti confronti. Anzi parve loro di scorgere -
un tal nesso fra calorico, luce, elettrico e magnetico,
che s'indussero a credere non altrimenti essere quattro gli
agenti, ma bensi una sostanza unica, la quale sotto determinate -
circostanze subisca or l'una or l'altra di quelle modificazioni. -
Filosofico ragionamento che induce a persuasione;
resta solo a bramare che le osservazioni ed i fatti vi corrispondano. -
Adunque si vede che quanto conoscevano gli antichi di
siffatte cose, lo attribuivano ad un elemento da loro denominato -
fuoco, e quanto ne conoscono i moderni lo attribuiscono -
ad una sostanza determinata solo dagli effetti che ne
derivano; quindi non male dicemmo, che i principj imponderati -
corrispondono a quell'antico elemento.
II. Benchè non colpisca il senso della visione, pure tutti -
s'accorgono d'essere circondati da un principio necessario
alla vita, e che manifesta la sua esistenza con un modo piu
o meno rapido, e con un ondeggiamento più o meno tumultuoso. -
Questo fu ab antico denominato aria, ed il suo complesso -
atmosfera. Non è però da maravigliarsi se qualunque
altro principio di una consimile natura venne aggrégato -
sotto alla medesima denominazione, e se veggendo che da
tutti i corpi si sviluppavano principj aerei si concluse, che
P'aria era uno dei loro elementi. Ma sotto un tal punto di
(.) Se non si poté conoscere gran fatto la causa del magnetismo, si
trasse però dai suoi effetti grandissima utilità, specialmente dalla direzione -
che prende un ago calamitato qualora si ponga in bilico sopra di un
perno. La navigazione ed il commercio furono a cio debitori dei loro
straordinarj incrementi, poiché non avendo più d'uopo dell' osservazione
degli astri si poté attraversare l'oceano oscurato dalle nubi e dalle tempeste -
con la semplicissima bussola, l'invenzione della quale non retrocede
più che al dodicesimo secolo dell' era volgare.