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t’altro che garbato gli chieda alle orecchie
il passo, e lo faccia balzare, come e dove
può, lestamente da un canto. Ed è pur curioso -
osservare il contrasto che offrono da
un lato i pallidi volti di chi, con l’abbattimento -
della notte vegliata, procura per mezzo
di alcuni sorsi di caffè di trovare la forza
a superare il sonno onde godere ancora pochi -
minuti; e dell’altro le fresche cere di
coloro che dopo un conveniente riposo cercano -
di aumentare il buon umore e la disposizione -
alla fatica mangiandosi per il
fresco dell’aurora una gran polenta all’intorno -
di un gran tegame, da cui si alza un
fumo densissimo e si diffonde un odore di
grassume da mettere, in ogni altro luogo,
nausea ad ogni stomaco men delicato. Ma
colà i profumi di are cotanto diverse si
confondono insieme; ed i sacrificii al piacere, -
al capriccio, alla noja, alla convenzione, -
e quelli ai bisogni dell’appettito vengono
fatti da sacerdoti d’indole cosi diversa, là unitamente, -
al soave rintrono di migliaja di
voci che formano un’armonia tutta propria
del luogo.